LA FINE DI TUTTE LE COSE

di Fabio Volino

Introduzione
Raccoglie gli episodi 45/50 di Difensori. Buona lettura!

Capitolo Primo
IL NON TANTO GRANDE REVIVAL DEI ROCKETEERS

Nella vita esistono cacciatori e prede. E non è un caso straordinario l' inversione dei ruoli: da oltre due secoli, il Cavaliere Spaziale Rom sta tentando di porre fine alla minaccia degli alieni mutaforma noti come Spettri Neri. Questa sarà per entrambi i contendenti una giornata storica e vedrà il cacciatore divenire la preda.

In un vuoto infinito.

Rachel Summers riapre gli occhi, uscendo da un lungo oblio. È ancora nel flusso temporale, qui bloccata dopo aver salvato Capitan Bretagna: e non può uscirne. Non può tornare a casa, dovunque sia casa: un lontano futuro, oppure il presente degli X-Men e di Excalibur. Il presente che ha contribuito a costruire. È come se qualche forza esterna la tenesse immobile, impedendole di prendere una via, di cercare un' uscita. Ma questo di certo non basta a demoralizzarla: scoprirà chi c'è dietro la sua prigionia e allora… si scatenerà una forza tremenda.

Polemachus.

"Ci sono stati di nuovo degli scompensi di energia da parte del soggetto" dice un essere.
"Indaga sulla faccenda" interviene un altro "Scopri se ci sono dei problemi e tenta di porvi rimedio: ora che sta per avere inizio l' invasione finale, nulla deve andare storto. Nulla".
L' essere annuisce, in segno di rispetto e timore.

Clairton.

Passeggia per le vie della piccola cittadina, in cerca di un pericolo di cui non conosce il volto o la portata. Lei è Sharon Carter, un tempo Agente 13 dello SHIELD, ora a capo della sezione dell' organizzazione residente in Virginia. Quella che apparirebbe agli occhi di un esterno come una promozione, la donna la vive come una condanna: Nick Fury l' ha spedita qui perché aveva subito un forte shock emotivo e sperava che, in un posto dove non succede nulla di straordinario, questo l' avrebbe aiutata a fare pace coi suoi demoni interiori. Probabilmente, ha contribuito ad aggravarli: nonostante i colloqui con quella psichiatra, nonostante quella ragazzina di quattro anni a cui è molto legata… sente dentro di sé ancora un tremendo peso. Una tortura giornaliera, che non riesce ad allontanare dalla propria mente, una tortura che rischia di condurla su sentieri pericolosi.
Sharon Carter allontana da sé questi oscuri pensieri: deve pensare solo alla missione ora. I demoni oggi non torneranno a perseguitarla.

Ai confini della città.

"Stando alle parole di Sasser" dice Rom "Quello è il granaio che stiamo cercando".
"Sembra non ci sia nessuno" commenta Brandy Clark.
"Sintomo, come spesso capita, di grossi guai" afferma Torpedo.
"Vedo che sei giovane, ma sai già come vanno le cose nel mondo" ironizza il Cavaliere Spaziale.
"Ti devo ripetere quanto conti questa missione per me?".
"Ascoltami. E ascoltami bene: sfogare la tua rabbia, uccidere tutti gli Spettri Neri non riporterà in vita tuo padre. Devi riuscire ad incanalare questa tua rabbia in qualcosa di più costruttivo, che non si limiti esclusivamente alla tua sfera personale: solo allora potrai definirti un eroe".
"Bel discorso moralistico" dice Steve Sanderson, che in realtà ne è rimasto molto colpito "Ora…".
"Guardate la sopra!" indica Brandy.
Ci sono delle figure volanti, figure rivestite di una lucente armatura. Figure che Rom riconosce subito.
"Non credevo che nessuno avrebbe mai pensato di riutilizzarli" commenta il Cavaliere Spaziale.
"Ehi, ma sono i Rocketeers!" esclama Torpedo.
"Brandy, trova un riparo!".
"Soggetti individuati" dice uno dei Rocketeers, che subito dopo iniziano a planare verso il basso.

Da qualche parte.

Dolore, tanto dolore. Lo sente ovunque, in ogni parte del suo corpo. Cerca di farlo smettere, ma non ci riesce: soprattutto al petto, le fa tanto male il petto, le brucia. Vorrebbe morire, ma non è nemmeno in grado di emettere un gemito.
"Forza, Hellcat, apri gli occhi: so che mi senti".
La voce è coinvolgente, ammaliante: non può fare a meno di accontentarla. La sua vista si spalanca su una stanza totalmente dipinta di bianco, con delle gabbie a formare un macabro cerchio. Gabbie all' interno delle quali vi sono uomini, uomini con tendenze animali: uno di questi è Buzz, suo marito. Il cane impazzito. E poi vi è Slither, uno dei componenti del gruppo noto come Forza Mutante. Ed il Porcospino. Ed infine uno che appare come l'Uomo-Gatto, uno degli Ani-Uomini: deve essere una nuova incarnazione, oppure uno dei defunti è tornato dalla tomba. Non le interessa, ha altri problemi per la testa.
Problemi che trovano la loro concretezza nell'uomo che ha di fronte: è bellissimo. Ha capelli biondo lucenti, un fisico da far invidia al più allenato degli atleti. E le labbra, labbra carnose ed invitanti.
Patsy Walker prova a parlare, ma solo un rivolo di sangue le esce dalla bocca.
"Eh sì, il tuo ex marito ti ha conciato proprio per bene lungo la via. Era davvero arrabbiato" commenta l' uomo "Probabilmente vuoi chiedermi chi sono e cosa voglio. Chi sono? Sono Shiver, il brivido che ti accompagnerà per tutta la tua vita. Cosa voglio? Voglio te".
La donna non è nemmeno in grado di esprimere il proprio disgusto.
"Voglio te e tutti questi altri meravigliosi esemplari. Mi affascinano le persone che adottano un alias animale: voi uomini vi ritenete esseri superiori, eppure spesso vi riducete peggio delle bestie".
"Vuoi… uno zoo privato?" sono le prime parole che Hellcat riesce a pronunciare.
"Lascia che ti racconti la mia storia. Ti illuminerà. Io sono un alieno, appartengo ad una razza di alieni mutaforma nota come Spettri Neri. Una razza tra le più infide, tra le più pericolose di tutte le galassie. Eppure… io ero tra i più odiati: odiato per il mio desiderio spasmodico di infliggere dolore ai miei compagni, volevo capire fin dove arrivava la loro soglia di sopportazione. Stavo per essere bandito dalla mia stessa razza quando entrammo in guerra con i Galadoriani: fui uno dei primi a cadere davanti al Neutralizzatore di Rom, il nostro più acerrimo avversario. Sicuramente nessuno ha speso una lacrima per me. Venni esiliato nel Limbo. Lo sai cosa significa?".
Patsy non ha ancora le forze per rispondere.
"LO SAI COSA SIGNIFICA?".
"N… No" riesce non sa come a dire la donna.
"Significa il vuoto assoluto. Una totale incorporeità che non ti permette di fare nulla, solo osservare: non potevo più infliggere dolore. E così per lunghi, insopportabili anni. Fino a quando per un caso fortuito non sono riuscito a fuggire insieme a molti altri miei compagni: mi sono stabilito qui, nei sotterranei di una città che tempo fa la mia razza perseguitò, per continuare nei miei studi. E mi sono così imbattuto in voi umani: siete una specie fenomenale, riuscite a sopportare il dolore molto più a lungo e molto più tenacemente dei miei simili. Quelli che vedi sono le mie prime cavie, elementi comunque sacrificabili: ma tu, oh tu, guarda che magnifici capelli rossi che hai. E le tue labbra…".
Legata e debole, Hellcat non può impedire che Shiver la baci con quanta più passione possa. Alla fine la donna prova a ritrarsi, ma per tutta risposta l' alieno le morde la lingua.
Il gemito di angoscia che ne segue dà un sottile brivido di piacere a Shiver: sì, è questo ciò per cui è nato. Libera così Patsy Walker, che non è in grado di opporre la minima resistenza. "Vieni, mia compagna. Vieni ad ammirare la mia opera".

New York, Hell's Kitchen.

"Abbiamo affinato l' udito e l' olfatto" rammenta Stick "Passiamo ad un altro senso fondamentale: il tatto".
"Fondamentale?" esclama Nottolone.
"Se ti è sfuggito, sei cieco" ironizza il sensei "Dunque, quando dovrai analizzare la scena di un crimine, potrai e dovrai fare affidamento sul tatto. La disposizione degli oggetti può dirti molte cose: dall' unione di ciò che ricaverai grazie agli altri tuoi due sensi, ricaverai molte più informazioni di quanto non potresti notare… ad occhio nudo".
"Sì, capisco".
"Cos'è questo?" chiede allora Stick.
Viene allungato un oggetto: Kyle Richmond inizia a toccarlo, ad analizzarlo. Ne esamina una parte e si appresta a proseguire, ma Stick lo blocca. "No, dovrai capire cos'è solo da quanto hai appreso finora".
Nottolone rianalizza la superficie finora esaminata e poi inizia a riflettere: c'era qualcosa di familiare nel… Un attimo, si sta affidando unicamente alle sue sensazioni: questo è il metodo sbagliato. Come ha detto Stick, il tatto può dargli tutte le informazioni che desidera. Ritocca la superficie: è una sorta di lungo bastone, dal metallo freddo. Ha già sentito questo tipo di materiale tra le sue mani, quando era nell' alta società e giocava a…
"Tennis! È una racchetta da tennis!".
"Molto bravo" si complimenta Stick "Considerato che lo hai dedotto non analizzando la sua parte superiore. Stai progredendo bene, Kyle Richmond: ancora un po' e non avrai più bisogno del mio aiuto".

Clairton.

I Rocketeers iniziano a fare fuoco, ma Rom e Torpedo evitano i loro primi attacchi. Steve Sanderson si libra poi in volo ed abbranca uno degli assalitori, trascinandolo con sé in una stretta morsa dalla quale nessuno dei due riesce a liberarsi.
Nel frattempo, Rom richiama l' Analizzatore di Energia ed in breve i suoi sospetti trovano conferma:"Sono Spettri Neri, come la scorsa volta. Dunque per loro è pronta la cura". Nella sua mano compare il Neutralizzatore, il cui raggio cremisi squarcia l' aria serena della giornata. Esso va a centrare uno dei Rocketeers, che precipita urlando nel Limbo.
Ma gli alieni sono decisamente troppi ed i due eroi non possono occuparsi di tutti loro. Uno individua Brandy, riparata dietro un albero, e si appresta a sparare contro di lei. Ma improvvisamente un missile lo centra in pieno petto, spedendolo nella boscaglia: lì riassume la sua vera forma, poi diventa polvere che viene dispersa al vento.
"Rom! Un altro Rocketeer!" esclama Torpedo.
"No, costui sembra diverso".
"Certo, sono dalla vostra parte" afferma costui "Mi chiamo Mach-2 e sono un agente dello SHIELD".

Da qualche parte.

"Li vedi?" dice Shiver indicando a Patsy Walker le varie gabbie "Esseri inferiori, abietti. Non riesco a credere che uno di loro sia stato tuo marito. Oh, mi ha parlato molto di te, è ancora innamorato lo sai? Ma tu fai bene a non degnarlo della minima attenzione, non ne è degno. Io lo sono. Non mi trovi bello?".
Patsy non risponde: prova a trasformarsi in Hellcat, ma non ne ha ancora la forza necessaria.
"Sì, certo che è così" risponde per lei Shiver "Ma il mio vero aspetto è anche migliore: ora te lo faccio vedere".
L' essere sbatte con violenza a terra la donna, che lotta per non perdere i sensi. Poi di fronte ai suoi occhi avviene una incredibile trasformazione: il suo persecutore abbandona la sua guisa umana ed in pochi secondi si tramuta in un essere dalla pelle rossa e lo sguardo demoniaco.
"Spettro!" urla in quel momento Mad Dog, pieno di paura.
"Spettro Nero!" gli fa eco Slither.
"È davvero un alieno" pensa Patsy. Che improvvisamente ricorda una frase di Shiver. "Voglio te". E capisce tutto.
"No, no ti prego" mormora a bassa voce.
"Tranquilla, non ti farò alcun male. Sarà rapido ed indolore, secondo me anche piacevole. Non lo rimpiangerai. Dalla nostra unione nascerà un essere straordinario: un essere che guiderà la mia e la tua razza. Un essere invincibile".

Clairton.

Gli ordini per Abner Jenkins erano stati chiari: recarsi subito in Virginia per dare man forte a Sharon Carter in caso di problemi. E mentre si librava in aria sui cieli di questa regione, ha intravisto da lontano questo squadrone di uomini in armatura e ha subito pensato:"Guai". Recatosi sul posto, è stato per un attimo incerto sul da farsi, ma quando ha visto uno di quegli uomini in armatura dirigersi verso una donna indifesa ha capito da che parte schierarsi.
"Il tuo aiuto è il benvenuto, Mach-2" dice Rom "Non farti ingannare dall' aspetto di questi esseri, in realtà sono alieni che intendono schiavizzare la tua razza".
Abe non sa chi sia il suo interlocutore, però riconosce l' altro eroe: è Torpedo, ha sentito parlare spesso di lui quando era un criminale. Aveva sentito dire che era morto, però…
I Rocketeers ripartono all' attacco, ma i tre eroi sono determinati a concludere al più presto la vicenda. Grazie al suo Neutralizzatore, Rom crea lo scompiglio tra le fila degli alieni, che precipitano urlando nel Limbo. Agli altri pensano Torpedo, col suo pugno-jet, e Mach-2, col suo fenomenale arsenale.
Alla fine rimane un solo Rocketeer, che viene abbrancato da Steve Sanderson, il quale alza minaccioso il suo pugno.
"Torpedo, aspetta!" lo blocca Rom "Ricordati quello che ti ho detto. L' esilio nel Limbo sarebbe per lui una punizione peggiore della morte".
Essere un eroe, essere costretto a compiere delle scelte spesso dolorose: trasformare la rabbia in qualcosa di più produttivo. Dunque abbandona la presa. "È tutto tuo".
Lo Spettro Nero non ha nemmeno il tempo di urlare mentre un portale si apre sotto di lui e lo fa precipitare nella dimensione dove non potrà più fare del male a nessuno.
Sembra tutto finito. Sembra.

Polemachus.

"Thundra, io non posso più rimanere chiuso qui dentro" afferma Arkon "Il mio popolo ha bisogno di me. Dobbiamo uscire da qui al più presto ed ho concepito un piano: sarai accanto a me?".
La donna osserva il suo compagno, poi tende la sua mano.

Clairton.

Improvvisamente emergono dalla boscaglia altri uomini, i quali accerchiano una figura. Una figura per cui provano rispetto e timore. Un bambino.
"No" esclama Rom "Non lui".
"Di chi parli, Rom?" chiede Torpedo "Di chi hai tanta paura?".
"Dell' unico Spettro Nero che mi abbia mai messo in difficoltà".
"E chi sarebbe?".
"Sarei io" afferma il bambino. La sua voce però è tutt'altro che infantile.
"Non capisco" inizia Mach-2 "Come può…".
"Non si faccia ingannare dalle apparenze" lo esorta il Cavaliere Spaziale "Quell'essere è tutto tranne che la rappresentazione dell' innocenza".
"Perché lo teme tanto?".
"Perché sono diverso da tutti gli altri" risponde il bambino "Vedete, mio padre era uno Spettro Nero che perse i contatti con la propria razza ed atterrò proprio in questa città. All' inizio seguì fedelmente la missione che gli era stata impartita: mischiarsi agli umani, apprendere le loro usanze, preparare il terreno alla futura invasione. Poi, da perfetto debole qual era, si innamorò. Sprecò le sue forze e le sue capacità per dedicarsi ad una cagna terrestre: dalla loro unione però nacqui io. Un essere perfetto, l' unione di due straordinari codici genetici".
"E che ne è stato dei tuoi genitori?" chiede Mach-2, intuendo già la risposta.
"Li ho uccisi, così come mi appresto a fare con voi".
"È un essere allevato nella malvagità e nella corruzione" spiega Rom "Il suo nome è…".
"Fermi!" intima in quel momento la voce di una donna. La voce di Sharon Carter. Pistola in mano, esclama:"Mettete le mani bene in vista. Cosa ci fai qui, tu?" chiede poi ad Abe, l' unico che abbia riconosciuto.
"Sono stato mandato qui per darle una mano" ribatte Mach-2.
"Non sono stata informata".
"Sapevano che era troppo orgogliosa e che avrebbe rifiutato. Ma mi creda, era necessario. È necessario".
"Cosa sta accadendo qui?".
"Non si faccia ingannare dalle apparenze: i cattivi sono quelli dall' aspetto umano".
"Aspetto?".
"Basta parlare!" grida in quel momento il bambino "Non so chi tu sia, cagna terrestre, ma sarai la prima a cadere. La prima vittima della mia crociata di conquista. Il mio nome da terrestre è Jimmy Marks, ma in realtà io sono l' orrore: un orrore che ha nome Hybrid!".
Ed in quel momento il bambino ed i suoi compari cambiano forma, riassumono la loro vera guisa. Rom, Torpedo e Mach-2 si preparano alla battaglia. Sharon Carter invece indietreggia: l' aspetto di quegli esseri, soprattutto di quello che si fingeva un bambino… Sì, sono proprio loro, sono tornati per perseguitarla. Sono… demoni! E dalle profondità della sua anima lacerata emerge il più angosciante degli urli.
"Per gli dei di Galador! Cosa accade?" si interroga Rom prima che l' orda di Spettri Neri lo colga di sorpresa.

Oggi, in questa piccola città della Virginia, verrà deciso il destino dell' umanità. Questa giornata potrebbe rappresentare la fine dell' umanità. A meno che un alieno, un ex supercriminale ed un supereroe in erba non compiano un miracolo.

Capitolo Secondo
INFERNO3

New York, sede dello SHIELD. Qualche tempo fa.

È il caos più totale: i demoni impazzano per la città, i suoi colleghi sono come impazziti ed anche lei stessa deve ammettere di sentirsi strana, come se sensazioni da lungo tempo sepolte dentro di lei cercassero di farsi strada lungo sentieri da tempo dimenticati. Pensieri che si rivelano per lei letali quando un demone la coglie di sorpresa e le salta addosso.
"Sei mia sciocca mortale!" sibila la creatura.
"Non contarci troppo!" replica Sharon e lo colpisce con una ginocchiata all' inguine.
Il demone sogghigna:"Questo doveva farmi male?" chiede irridendola.
I minuti successivi sono per sempre persi nella sua memoria: Sharon chiude gli occhi e sente i suoi vestiti che vengono strappati e poi degli artigli affilati che le graffiano la pelle.
"Ti piace il dolore, bambina?" esclama il demone.

Clairton, Virginia. Ora.

Tutti questi ricordi sepolti riemergono in superficie e trovano la loro manifestazione in un lacerante urlo con cui Sharon Carter prova a liberarsi di tutto il suo dolore. Inutilmente.
"Per gli dei di Galador! Cosa accade?" si interroga Rom prima che gli Spettri Neri lo assalgano. Ma il Cavaliere Spaziale si libera agilmente di loro, lasciandoli alle cure di Torpedo e Mach-2, e si dirige contro Hybrid. Rom è l' unico che possa sperare di sconfiggerlo.
"Aspettavo questo momento da un' eternità!" esclama l' ibrido alieno.
Con una mossa agile e veloce, Hybrid toglie a Rom il Neutralizzatore e lo scaglia lontano. E prima che l' eroe possa riprenderlo, un campo di forza circonda l' arma. "Ora sei inerme senza il tuo prezioso aggeggio, Rom!".
"Questo lo vedremo!" ribatte il Cavaliere Spaziale scagliandosi contro il suo nemico.
Intanto, Steve Sanderson e Abe Jenkins hanno i loro problemi contro i malvagi alieni mutaforma: sono più forti e resistenti che mai, devono essersi sottoposti a qualche rito mistico.
"Questo è per mio padre!" esclama Torpedo cercando di colpire uno Spettro Nero col suo pugno jet. Ma costui lo anticipa e lo spedisce contro un vicino albero.
Mach-2 si ritrova così circondato da cinque alieni con cattive intenzioni.
Nel frattempo Brandy Clark, la compagna di Rom che nessuno finora ha preso in considerazione, si avvicina a Sharon, che senza protestare o lottare si fa portare via. Brandy la trascina dunque dietro un cespuglio.
"Agente..." la donna nota la targhetta sulla camicia "Agente Carter, cosa le succede?".
"I demoni… i demoni" mormora Sharon.
"No, non sono demoni. Sono alieni: spietati, forti, ma possono comunque essere sconfitti".
"I demoni… i demoni" continua a mormorare Sharon.

Roanoke.

Una mano bussa con insistenza ad una porta sulla quale c'è una targhetta con su scritto:"Ammiraglio Nelson". Un uomo bersaglio di inevitabili, scontate battute nel corso degli anni, peccato non aver mai incontrato qualcuno che si chiamasse Bonaparte.
"Avanti" dice costui.
Ad entrare è una giovane donna con indosso l' uniforme dei Marines, affascinante e, cosa che non sminuisce la sua bellezza semmai la accentua, dal fisico allenato. Una donna speciale appartenente ad una famiglia speciale. "Capitano Elizabeth Mace a rapporto, signore" dice facendo il saluto militare.
"Riposo. Capitano, le dice niente il nome Franklins Mills?".
C'è un attimo di esitazione, poi Elizabeth Mace risponde:"Sì, signore. Siamo stati compagni all' Accademia".
"Perdoni la domanda indiscreta, ma sono veritiere le voci secondo cui lei ha avuto una relazione col tenente Mills?".
Stavolta il volto della donna tradisce sorpresa. "Non vedo cosa c'entri questo col motivo della mia chiamata, signore. Oltretutto non mi è stato ancora detto nulla sulla mia missione".
"Giusto, merita una risposta" dice Nelson "Si sieda pure. Dunque, tre settimane fa il tenente Mills ha fatto perdere le sue tracce, all' alba di una missione delicata in Iran. Abbiamo mandato un soldato ad indagare presso il domicilio del tenente, dove è stato fatto oggetto di una sparatoria che solo per miracolo non lo ha ferito. Al termine, e la voce era inequivocabilmente quella del tenente Mills, colui che era all' interno della casa ha esclamato…". Nelson prende un fascio di fogli presenti sulla sua scrivania e ne legge attentamente il contenuto. "Ha esclamato:'Andate via, per me siete tutti degli estranei, degli alieni. Non mi prenderete'. Il soldato da noi mandato ha provato a parlamentare, ma non c'è stato nulla da fare e, per evitare ulteriori rischi, è tornato qui alla base a fare rapporto. Un' altra breve indagine ci ha poi detto che Mills non è mai stato soggetto a forte stress, dunque il suo comportamento è ancora più inspiegabile".
"Cosa dovrei fare io, dunque?" chiede Lizzie.
"Lei è una persona di cui Mills si fida, per via dei vostri precedenti rapporti. A lei darà ascolto: cerchi di capire cos'è che l' ha sconvolto".
"E… se invece fosse impazzito?".
"In questo caso non potremo fare altro che accettare la situazione ed agire di conseguenza. A lei la scelta, Capitano Mace, se lo desidera può rifiutare questa missione: ma a mio parere lei è la persona più indicata per portarla a termine. Si è dimostrata un ottimo elemento dopo la risoluzione di quel caso di omicidio sulla portaerei Savage. Inoltre… c'è un uomo che ha bisogno del suo aiuto".
Lizzie porta rapidamente la mano alla fronte:"Sissignore, accetto. Mi reco subito presso l' abitazione del tenente Mills. Però non mi ha mai detto dove abitava".
"In una città qui vicino" risponde Nelson "Clairton".

Clairton.

Patsy Walker sente un tremendo cerchio alla testa e da svariati minuti sta lottando per non perdere i sensi. Ma forse solo l' oblio può salvarla dall' imminente dolore che sta per colpirla. Di fronte a lei c'è Shiver, che ha palesato il suo vero aspetto di Spettro Nero. Uno Spettro Nero capace di soggiogare le menti di persone che hanno adottato un alias animale. Tra questi vi è Mad Dog, ex marito della donna. A lui Patsy rivolge il suo sguardo:"Robert, ti prego, so che il nostro matrimonio non è stato felice, ma non puoi permettere che quest'essere spregevole mi faccia del male. Vorrei difendermi, ma non posso. Se ancora dentro di te mi vuoi bene, fai qualcosa. Ti prego, ti prego, non permettere che mi faccia del male". E nel concludere una lacrima inizia a scendere sulla sua guancia.
"Lui non ti ascolta" afferma Shiver "Lui non è in grado di ascoltarli: lui è solo una bestia, come è sempre stato. Buono a nulla se non ad essere un mio fedele servo, che mai si ribellerà". Mad Dog rimane impassibile. "Ed ora pensiamo a te".
Patsy Walker agita le sue mani. "No, stammi lontano!".
Ma i suoi movimenti sono lenti e confusi e così Shiver la blocca a terra. Poi si china verso di lei: la donna si ritrae per quanto può, ma non riesce ad impedire che l' alieno le lecchi il volto con la sua lingua inumana. Un brivido di terrore e repulsione al tempo stesso invade l' animo di Patsy mentre sente la bava di Shiver colarle lungo il viso.
"Questo è solo il preludio al momento più indimenticabile della tua vita" dice l' alieno. E con un gesto repentino, le strappa la gonna.

Più in là.

Memorie, memorie: un demone la ferisce all' altezza della zona pubica. "Stai godendo, bambina?".
"Agente Carter!".
Questa voce imperiosa la richiama per qualche istante alla realtà. La voce di una donna: sul suo volto si nota una vita di sofferenza. Anche lei ha patito molte tragedie, ma ne è uscita.
"Agente, la prego, deve riprendersi: quelle persone hanno bisogno di lei".
Infatti Rom, per quanto sia veloce, non riesce a competere con l' agilità e la velocità di Hybrid: tra poco Jimmy Marks avrà la meglio. E la stessa cosa si può dire per Mach-2, che è palesemente in difficoltà sotto l' attacco di cinque Spettri Neri. Torpedo infine è ancora a terra. Tra poco sarà la fine per loro.
Memorie, memorie: sono tanti a circondarla, ognuno pronto ad approfittare di lei, a violarla fin nel profondo. Il primo si avvicina…
"Agente Carter, io non la conosco" le dice Brandy "Ma dentro di me sono certa che lei è una donna forte e che ha già affrontato delle avversità".
Anni oltre frontiera, sperduta in missione, mentre il mondo ed il suo amato la ritenevano morta. Anni di oblio.
"E può farcela anche stavolta, certo che ne è in grado! Ci sarà qualcuno al mondo a cui lei vuole bene più della sua stessa vita".
Steve, la bambina… No, nessuno deve farle del male.
"Io ho dovuto patire la perdita di persone care per colpa di quegli sporchi alieni. Vuole che le persone a cui lei vuole bene soffrano come ha sofferto lei? Vuole darla vinta ai suoi demoni interiori? Vuole che la storia si ripeta? No, deve reagire, perché lei è una donna forte".
Forte… il dolore mentre viene violata. Forte… i morsi lungo tutto il suo corpo. Forte… i… Forte… Forte.
"Perché è una donna speciale".
Forte. Agente SHIELD. Ha affrontato il Teschio Rosso, il dottor Faustus ed altre progenie del male. Sharon Carter si rialza. La bambina non deve soffrire, deve lottare per lei.
"Non deluda le persone a cui vuole bene".
Sharon carica le sue pistole ed avanza a passi decisi. "Crepate tutti, figli di puttana!".
Numerosi colpi vengono sparati e, nonostante la donna sia guidata in questo momento unicamente dalla sua rabbia, vanno tutti a segno. Tre Spettri Neri, centrati ripetutamente ed in più punti, diventano polvere nonostante la loro forza mistica. Un altro viene ferito ad una spalla: Mach-2 ne approfitta subito e, con una raffica energetica, si libera di lui. L' ultimo Spettro Nero viene colpito di striscio ad una gamba, ma in quel momento Torpedo si riprende.
"Ora è l' istante giusto! Pugno-jet!" grida. Ci mette tutta la sua forza in questo colpo: l' impatto è devastante e riduce in polvere anche l' ultimo alieno mutaforma.
Ne rimane solo uno, il più potente. Forse imbattibile.

New York, Hell's Kitchen.

"Che sapore ha l' aria, Kyle Richmond?" chiede Stick.
"Non capisco".
"Tu pensi che uno dei tuoi sensi, il gusto, sia quello più inutile. Non è così, nulla è inutile se viene ben impiegato. Ci sono molte cose che le tue papille gustative possono rivelarti. Dunque ti rifaccio la domanda: che sapore ha l' aria?".
Nottolone si avvicina all' orlo del tetto su cui attualmente si trova ed inizia a concentrarsi. Di nuovo è come se si estraniasse dal mondo, fino a che trova ciò che cerca.
"Il sapore del marcio: c'è solo smog" risponde infine.
"No, c'è anche dell' altro" ribatte Stick.
Nottolone si concentra ancora, poi annuisce. "È vero, c'è una intera città che pulsa di vita. Una città che gioisce, soffre, ride, piange, muore e rinasce. Una città che io riesco a vedere e sentire nella sua interezza. La mia città".
Stick gli si avvicina:"Una città che ha bisogno della tua protezione. Sei pronto, dunque?".
Kyle Richmond annuisce.

Clairton.

Una lacrima che scende sulla sua guancia, Patsy Walker osserva nuovamente il suo ex marito Buzz Baxter. Non vuole soffrire. "Ti prego". Lo sguardo di Mad Dog è imperscrutabile.
"Ti ho già detto che non ti farò del male" afferma Shiver, credendo si sia rivolta a lui.
L' alieno allunga le sue mostruose mani e la donna per quanto può cerca di allontanarle, ma il suo avversario è troppo forte. Quando sente che le tocca un seno, qualcosa dentro di lei scatta: alza la sua gamba e, con tutta la forza che le è rimasta, colpisce Shiver nel punto in cui negli uomini si trova l' inguine. Un punto che, fortunatamente per lei, è una zona sensibile anche per gli Spettri Neri.
Shiver si ritrae, urlando di dolore. Un suono inumano. E qualche secondo dopo il suo sguardo è pieno d' ira:"Puttana, ora te la faccio pagare!".
Di nuovo si lancia verso Patsy, che inizia a gridare. Le sue urla sono così intense che nessuno dei due ode un altro rumore, il rumore di qualcuno che ritrova la sua libertà, la propria identità.
"Stai ferma, dannazione!" esclama Shiver "Stai ferma o… Aaaahhhh!". Una intensa sensazione di calore sulla sua guancia destra, qualcuno l' ha ferito. Artigli. "Chi osa?".
"Io oso!" esclama Mad Dog "Lasciala in pace!".
"Tu devi solo stare zitto ed obbedirmi!".
Robert Baxter non replica: agisce. Balza contro Shiver e sferra altre artigliate, lungo tutto il corpo dell' alieno. Ci sono strani suoni, suoni di dolore, suoni di morte. In pochi secondi dello Spettro Nero rimane solo la polvere: nulla ha potuto contro l' ira, la furia guerriera di Mad Dog. Un' amara fine per un essere senza qualità.
Costui poi volge il suo sguardo verso la sua ex moglie, ancora riversa a terra, impotente. Le si avvicina e si china, i loro volti a pochi centimetri. "Patsy, perché mi hai fatto questo? Io ti amavo".
"R… Mi dispiace, Robert, è stata tutta colpa mia". Per la prima volta da anni la donna ammette pubblicamente questo. "Sono io che ho sbagliato, sin dall' inizio: ti ho sposato solo per fare un dispetto a mia madre, non sono stata guidata dall' amore. Sono io che sono fuggita da te, in cerca di folli avventure: tu mi hai cercato, come ogni innamorato. Ma sei incappato nella strada sbagliata. Mi dispiace, Buzz, in questa storia sei tu la vera vittima. Ed io la colpevole delle tue disgrazie. Non avrò rimpianti se mi uccidi".
Mad Dog si allontana. "No, Patsy, è proprio quello che non voglio fare. Cedere ancora al mio lato animale, mai più. Ora sono davvero libero e cercherò per la prima volta da anni di vivere una vera vita. Una vita che non contempli la tua esistenza. Sappi solo questo, che io non ho mai smesso di amarti. Mai". Poi Baxter si avvicina alle gabbie al cui interno vi sono il Porcospino, Slither e l' Uomo-Gatto: le apre senza sforzi. "Venite con me" ordina.
I tre lo seguono senza esitare un secondo.
Rimane alla fine solo Patsy Walker, ancora riversa sul pavimento in biancheria intima. Tra qualche minuto riacquisterà le forze, potrà tornare ad essere Hellcat. Secondo quanto detto da Shiver, ci sono altri come lui nella città dove si trova ora, alieni pericolosi che devono essere scovati e sconfitti. Ma prima la donna ripensa alle parole del suo ex marito, ricorda i bei momenti vissuti insieme, riflette su quanto sia stato grande il male, il dolore che ha inflitto a Buzz. E finalmente si abbandona ad un pianto liberatorio.

Più in là.

Hybrid è rimasto sconvolto da quanto appena accaduto:"No, come è possibile che abbiate sconfitto i miei protetti?".
Rom approfitta immediatamente del suo attimo di smarrimento e, col pugno più forte che riesce a dare, colpisce l' alieno al petto, facendolo indietreggiare di svariati metri. Questo fa perdere ad Hybrid anche la necessaria concentrazione per mantenere attivo il campo di forza che circonda il Neutralizzatore, il quale svanisce in quel momento. E prima che lo spietato essere abbia modo di ricrearlo, Rom afferra la sua arma, il cui raggio cremisi investe in pieno Hybrid.
Costui però non appare affatto spaventato ed avanza come se nulla fosse. "La mia potenza è inarrestabile, Cavaliere, ti ci vorrà molto più di questo!" esclama "Ma prima che tu possa scoprirlo, io ti avrò ucciso!".
Le sue fiere parole vengono però ridimensionate quando Sharon Carter gli spara contro alcuni proiettili. Contemporaneamente, Mach-2 intensifica il suo dolore tramite una raffica energetica.
"No, terrestri, il vostro destino è di essere schiavizzati!" grida Hybrid, che continua ad avanzare, anche se molto più lentamente.
"Il nostro destino è di essere liberi e di annientare i mostri come te" ribatte Brandy Clark, che poi pone una sua mano sul Neutralizzatore "Conta sulla mia forza, marito mio".
"Ed anche sulla mia" aggiunge Torpedo posando a sua volta una mano sull' arma di Rom.
Hybrid si ferma. "No". I cancelli del Limbo si aprono. "No, non può finire così". Hybrid precipita nell' oblio. "Non può, nooooo!". Ed invece così è finita.
Sparito il suo nemico, Rom si accascia al suolo, esausto per lo sforzo che ha dovuto sostenere.
"È fatta?" chiede Abner Jenkins "Abbiamo vinto?".
"No, non ancora" intuisce Sharon Carter.
"Esatto, è così" conferma Rom "Il grosso dell' invasione deve ancora arrivare, ma noi dobbiamo impedirla. Agente, lei fa parte dello SHIELD, forse? Riconosco la sua divisa".
"Sì" annuisce la donna.
"Quanti uomini sarebbe in grado di radunare qui nel giro di un' ora?".
"Nella mia divisione ci sono settantaquattro agenti scelti".
"Li chiami tutti".
Sharon annuisce di nuovo, serena e più sicura di sé: la vittoria che ha ottenuto oggi è fondamentale per lei, ha scacciato i suoi demoni, che per un po' se ne staranno lontani, quantomeno oggi. Li ha scacciati in nome dell' affetto che nutre per una persona a lei cara, quella stessa persona per il cui benessere continuerà a lottare.
"Io posso radunarne altri" afferma Mach-2 "Altri campioni di questo mondo".
"Bene, ci sarà bisogno di tutto l' aiuto possibile" dice Rom "Perché oggi si deciderà il destino dell' umanità: e come successo anni prima, trionferemo ancora!".

Capitolo Terzo
NON ABBIAMO APPICCATO NOI IL FUOCO

New York, Greenwich Village. Dimora del Mago Supremo.

Rintrah sta esaminando il Cavaliere Nero, nella speranza di capire come riesca ad evocare la Lama Nera, quando avverte qualcosa.
"C'è una presenza maligna. Dobbiamo…".
Non riesce a pronunciare nient'altro: un portale dimensionale si apre davanti a lui, la cui forza è insostenibile. Rintrah viene trascinato al suo interno e subito dopo lo stesso destino viene subito da Dane Whitman e Carol Danvers, presente anch'essa. I tre precipitano dunque in un vuoto che appare come infinito, precipitano verso il loro incubo finale.

Clairton, Virginia.

Il tenente Elizabeth Mace si avvicina alla casa di Franklin Mills, un suo ex compagno di accademia che ultimamente pare essere impazzito per motivi ignoti. Un silenzio sovrannaturale la circonda, è così fin da quando è arrivata in questa città, sembra quasi di essere fuori dal mondo. Un silenzio che fa quasi paura. Lizzie però non vi bada più di tanto: è una donna forte, che ha già dovuto patire la sua buona dose di avversità. Avversità che, piuttosto che piegarla, l' hanno trasformata in una donna nuova, con nuovi obiettivi.
Ora la casa è in piena vista: l' ultimo soldato che si è recato qui è stato oggetto di una sparatoria, deve dunque usare la massima cautela. Spera che Franklin non abbia scordato la loro profonda amicizia. Amicizia, forse per uno di loro è un termine decisamente riduttivo.
"Franklin!" chiama. Nessuna risposta. "Franklin, ci sei? Non mi riconosci? Sono Liz". Ancora nessuna risposta.
Lentamente la donna inizia ad avanzare, misurando ogni passo. Ma non sente nessun rumore, se non quello dei suoi passi, che possa impensierirla. Giunge infine davanti alla porta che, nella tradizione dei migliori film horror, non è chiusa a chiave.
"Franklin?" chiama ancora entrando nell' abitazione "Ci sei?". Nulla di nulla.
Lizzie Mace si dà una occhiata intorno: a prima vista l' appartamento è simile a tanti altri e non sembra essere stato oggetto di una rapina o di una devastazione. Probabilmente Franklin ha deciso di andarsene, chissà dove. Ma perché si è comportato in quel modo? Forse qui dentro ci sarà qualche indizio che la aiuterà a capire. In cucina non c'è niente di interessante, in salotto ci sono solo dei vecchi dischi vinile e cd di alcune band heavy metal, più qualche thriller sparso di Nelson DeMille. La donna passa allora in camera: il letto ha un aspetto disfatto, come se Franklin avesse avuto un terribile incubo. Le lenzuola sono bagnate, molte tracce di sudore. Poi c'è un armadio, pieno solo di vestiti, scarpe e di un paio di tenute militari: un doppio fondo rileva la presenza di un fucile ed una pistola (ma questo non è nulla di straordinario, anche Lizzie ha la sua riserva privata di armi). Tuttavia è strano: paranoico com'era, a detta dei resoconti, Franklin si sarebbe sicuramente portato dietro le sue armi. Inoltre l' armadio è stracolmo, possibile che non abbia con sé nemmeno un cambio di vestiti? La donna passa al comodino: nei primi cassetti ci sono solo indumenti intimi e qualche gioiello di scarso valore. È nell' ultimo che Lizzie ha una sorpresa.
Ci sono delle buste, color rosa pallido, ed un album di foto. Il capitano dei Marines prende quest'ultimo: pieno di fotografie che ritraggono lei e Franklin nel loro periodo all' Accademia, da soli o insieme. Un rapido esame fa capire a Liz che sono presenti più foto con protagonista lei piuttosto che il suo compagno. Non l' avrebbe mai immaginato. Quando Franklin non è in sua compagnia ha un volto cupo, quando lo è sul suo viso compare il più luminoso dei sorrisi. La donna afferra dunque le buste, dentro vi sono delle lettere. Ne legge una e… il suo cuore si blocca. Ne legge dunque un' altra, e poi un' altra, ed un' altra ancora. Sono tutte dello stesso tono: meravigliose lettere d' amore. Dirette a lei. Lizzie rimane colpita da quanto vede: non immaginava che Franklin fosse un tipo così poetico, ha usato parole bellissime nei suoi confronti. Però… non ha mai ricevuto queste lettere. Perché? Franklin ha forse avuto paura di spedirle?
"Oh, Frankie" pensa lei "Se me lo avessi detto, se me lo avessi fatto capire, forse avremmo potuto… avrei…".
Già, cosa avrebbe fatto? Ricorda bene quei tempi, era così persa nei suoi sogni di gloria, tutta tesa nel fare carriera nel difficile e maschilista mondo dei Marines da non accorgersi di quanto le stava capitando intorno. C'era un uomo, che le è stato accanto ogni giorno per anni, che l' amava. Profondamente. E lei non l'ha mai capito.
"Volevi scalare in fretta i gradini del successo, Lizzie" pensa ancora "Volevi diventare Capitan America e per questo eri disposta a sacrificare tutto. Anche l' amicizia di una persona straordinaria. Sì, ora comprendo il motivo per cui Franklin non mi ha mai spedito quelle lettere: era convinto che io fossi una donna dal cuore di pietra, che non avrebbe mai ricambiato i suoi sentimenti. E, Dio mi perdoni, aveva ragione. Ho lasciato che vuoti ideali ottenebrassero la mia mente e creassero attorno a me una cortina impenetrabile. Jeff invece no, lui ha capito che Capitan America non è semplicemente un simbolo, ma deve rappresentare anche un esempio di persona da seguire: ora comprendo meglio perché Steve Rogers e mio padre abbiano scelto lui".
In quel momento Liz ode un rumore provenire dall' esterno. La sua mano corre veloce ad estrarre la pistola dalla fondina. "Chi c'è?". Superfluo dire che nessuno le risponde.
La donna esce dalla camera da letto e si dirige verso la porta sul retro. Poi ode altri rumori, che le ghiacciano il sangue nelle vene.
"Vai via, brutto mostro!". Franklin, è la sua voce. Poi c'è uno sparo.
Lizzie corre, spalanca la porta e… vede Franklin riverso a terra in un lago di sangue. Ed accanto a lui vi è il mostro di cui aveva paura. Un essere dalla pelle rossa e che ricorderebbe vagamente un cane, se non fosse per il suo volto inumano: costui si volta e fa un verso che sembra una sorta di ringhio. Liz rimane paralizzata dal terrore: un gesto che potrebbe costarle la vita.

Un' altra dimensione.

Si apre un portale e da esso escono Rintrah, Dane Whitman e Carol Danvers, i quali atterrano su una isola fluttuante nel vuoto. Il Cavaliere Nero è il primo a rialzarsi e si guarda intorno.
"Rintrah, riconosco dove ci troviamo. Siamo già stati qui, è Avalon".
"La dimensione dove risiede la Signora del Lago?" chiede Carol.
"Almeno fino a quando non è stata scalzata dal suo trono".
Il Mago Supremo si concentra. "Qualcuno ha voluto portarci qui, probabilmente è la stessa persona responsabile delle tue ultime sventure, Dane Whitman. Vediamo se riesco ad individuarla. Per le Lune di Munnipor, che la nostra via venga illuminata!".
Compare davanti ai tre una strada luminosa, che si estende nel vuoto. Rintrah libra dunque in aria sé ed i suoi due compagni, guidandoli lungo la strada. Questa termina su un' altra isola fluttuante, molto più grande della precedente. Dalle macerie presenti, il Cavaliere Nero capisce subito che era qui che sorgeva il palazzo reale.
"Benvenuto, finalmente, Cavaliere". Questa voce, la riconoscerebbe ovunque: i suoi sospetti hanno appena trovato conferma. "Sapevo che infine saresti giunto da me".
"Intendi mostrarti o rimanere nascosto come il codardo che sei?" lo rimprovera Dane.
In quel momento vi è un lampo di luce e, quando svanisce, sulla scena sono apparsi altri due attori di questa sovrannaturale recita. Una è la Signora del Lago, legata con manette mistiche ed inerme; l' altro è il responsabile di tutte le recenti sciagure del Cavaliere Nero. E la sua mano impugna la Lama Nera.
"Una magnifica arma" commenta.
"Per una volta sono d' accordo con te, Kalmari" dice il Cavaliere Nero.

Clairton.

Il Segugio della Nebulosa Oscura balza contro Lizzie Mace: costei fa per sparare, ma la bestia è più veloce di lei e la disarma, mordendola anche di striscio. Urlando di dolore, la donna si ritrae, fugge, ritorna nell' abitazione di Franklin Mills e spranga la porta. Franklin, lo sta abbandonando, no, deve trovare un modo per salvarlo. Ma come?
Il Segugio balza contro la porta, un tonfo tremendo che fa volare alcune schegge di legno. La sfonderà ben presto. Deve trovare al più presto un' altra arma. Il doppio fondo nell' armadio! Presto, presto… Il Segugio ha abbattuto la porta, la sta inseguendo. Ecco l' armadio: forza, Lizzie, ce la puoi fare. Apri l' anta, togli la copertura, afferra il fucile, spera che sia carico, voltati, premi il grilletto e… fai fuoco!
Il rimbombo della deflagrazione è quasi assordante e coglie il Segugio a mezz'aria. Vi rimane innaturalmente per quello che sembra un tempo quasi infinito, poi si riduce in polvere. Polvere che si adagia sul pavimento, inerme, come se il pericolo appena passato non fosse mai esistito. Lizzie si mette in ginocchio, le mani a terra: a cosa ha appena assistito? Era tutto vero o forse sta impazzendo? Dubbi che svaniscono in un istante quando si rammenta di…
"Franklin!".
Si precipita all' esterno e si adagia vicino al suo ex compagno di accademia. Gli tocca il collo, c'è una pulsazione, anche se debole: è ancora vivo! Sta per chiamare i soccorsi quando Franklin riapre gli occhi e la osserva.
"L… Liz? Sei davvero tu? Non sei uno scherzo?".
"No, Franklin, sono proprio io. Tranquillo, faccio subito venire i soccorsi. Ma cos'era quella orribile creatura?".
"Liz… Liz, attenta. Ce ne sono altri, molti altri". Poi l' uomo perde i sensi.
La donna intanto chiama un' ambulanza, ma nella sua mente risuona quest'ultimo, sinistro avvertimento. Ce ne sono altri.

Avalon.

"Sei stato tu, Kalmari, a far riapparire la Lama Nera quando ho affrontato Lady Deathstrike" dice Dane Whitman "Era un' esca".
"Esatto" conferma lui "Volevo instillarti dei dubbi, convincerti a tornare qui. E quando lo hai fatto la scorsa volta, sono riuscito a seguirti, a superare le difese mistiche dell' abitazione di quella strana creatura. Ed a riportarti qui: perché ci sia una battaglia alle mie condizioni. Non voglio nessuna interferenza".
"E chi ti dice che te ne staremo buoni, buoni ad osservare?" esclama Carol Danvers.
"Il vostro codice morale. Eroi… è il vostro peggior limite. Sapete che questa è una faccenda personale tra me ed il Cavaliere Nero. Una faida che si protrae da secoli, ma che finalmente oggi giungerà alla conclusione".
"Sei molto sicuro di te, Kalmari" ribatte Dane estraendo la sua spada laser.
"Ho la superiorità della mia arma".
Il Cavaliere Nero non aggiunge altro e si lancia all' attacco del suo avversario.

Clairton.

Patsy Walker smette di piangere: basta lacrime, ne ha sprecate già troppe. Ha ammesso il suo peccato nei confronti del suo ex marito, è libera finalmente da questo tormento. Avrà sempre tempo per fare i conti con la sua coscienza. Ora deve pensare ad altro, alla razza di alieni cui apparteneva Shiver: c'è un pericolo che incombe su questa città e lei potrebbe sventarlo. Anche se ha deciso di non essere più Hellcat. Ma non puoi farlo per sempre, vero Patsy? Alla fine si casca sempre nel solito trucco, certe decisioni non sono mai definitive. Se solo… se solo…
Patsy Walker si isola dal mondo, dai flebili ed indefinibili rumori che la circondano: improvvisamente il dolore che la tormentava scompare, si sente nuovamente libera. Libera di muoversi, di agire. Si rialza ed attorno a lei compare il costume di Hellcat. È pronta per un' altra battaglia.

Polemachus.

"Oh no! No! Marito mio!".
Urla strazianti, che attirano uno dei cosiddetti Chitauri sul posto. "Cosa accade, donna?". La domanda si rivela priva di significato quando vede l' uomo, l' ex reggente di questo regno, riverso a terra, la bava alla bocca.
"Sta male, sta male!" urla ancora Thundra.
Che dannata seccatura, pensa l' alieno. Al suo capo non dispiacerà se questi due verranno uccisi, minerà ancor di più la sicurezza di questi trogloditi. Entra dunque nella cella e carica la sua arma, ma in quel momento Arkon si riprende con uno scatto impressionante e, rubando l' arma all' alieno, lo colpisce in pieno petto, uccidendolo.
"Sono sempre felice che un trucco così vecchio funzioni ancora" dice l' Imperion "Ottimo lavoro, moglie mia, belle doti recitative".
"Ed ora liberiamo i nostri simili e facciamogliela pagare" dice Thundra.
I due coniugi escono dunque dalla loro cella.

Scozia. Qualche tempo fa.

"Cosa vuoi, mago?".
"La tua arma, Spettro di Sangue".
"La Lama Nera? Vuoi anche la sua maledizione?".
"No, ho imparato a convivere col sangue".
E con una mossa fulminea, Kalmari sottrae la spada allo Spettro di Sangue e prima che costui possa reagire viene trafitto, cadendo inerme al suolo.

Avalon. Ora.

"Dunque è così che hai preso possesso della Lama Nera" dice Dane Whitman "Che ne è stato di Sean Dolan?".
"Il suo corpo si trova qui" rivela Kalmari "Potrebbe rivelarsi un guerriero prezioso per me in futuro. Quanto all' anima…".
Le spade si incrociano, il loro cozzare è quasi assordante. Per alcuni minuti i due si scambiano dei colpi, senza che nessuno riesca a penetrare la difesa dell' altro.
"Non stai considerando tutte le opzioni, Cavaliere" dice Kalmari.
"Le ho considerate, invece. L' arte del combattimento con la spada non è una tua specialità".
"Ne sei proprio certo?".
"Qualcosa non mi convince" pensa Rintrah "Quello stregone ha un altro asso nella manica".
Improvvisamente Kalmari lascia il fianco scoperto e Dane ne approfitta subito: protende la sua spada laser che… passa attraverso il corpo del mago.
"Te l' avevo detto, Cavaliere. Non hai considerato tutte le opzioni. Io sono uno spirito, un essere incorporeo: ma ora grazie a te camminerò nuovamente tra i mortali… per conquistarli e guidarli!".
Colto di sorpresa, Dane Whitman non si avvede dello scatto in avanti di Kalmari, che lo trafigge al petto con la Lama Nera.
Non c'è niente poi: nessun urlo di dolore, nessuna goccia di sangue che cola. Solo uno sguardo stupito del Cavaliere Nero, è stato davvero avventato ad agire in questo modo. Che modo stupido di andarsene. Ha condannato Sean Dolan, la Signora del Lago, Carol, Rintrah e… sé stesso. Carol… perché deve perderla proprio adesso? Adesso che…
Kalmari infine ritrae la Lama Nera ed il Cavaliere Nero cade riverso al suolo. Immobile, senza espressione, lo sguardo perso nel vuoto.
Solo allora Carol Danvers inizia a gridare.

Clairton.

"Eccolo" indica Rom "Il granaio indicatomi da uno Spettro Nero dove si annida quella malvagia razza di alieni mutaforma".
"Sembra quasi ci sia un' aura sovrannaturale attorno ad essa" commenta Brandy Clark.
"È solo una impressione" afferma Torpedo "Si tratta solo di alieni, brutti sporchi e cattivi. Alieni che abbiamo dimostrato di poter schiacciare".
"Non essere troppo sicuro di te, ragazzo" lo esorta Mach-2 "Hai visto tu stesso di cosa sono capaci. Sono pronti i suoi uomini, agente Carter" chiede poi Abe Jenkins.
"Pronti e ansiosi di mettersi all' opera" conferma la donna.
"Andiamo allora".
Con passi decisi e misurati il gruppetto si avvicina al granaio: l' enorme porta che introduce all' interno è aperta. Gli eroi e gli agenti SHIELD entrano in massa, le armi spianate. Non c'è nessuno. Solo della paglia. Una attenta ispezione del granaio non porta ad alcun risultato significativo.
"No, non ha senso" dice Rom "C'è qualcosa che non va. Il mio Analizzatore di Energia rileva una intensa concentrazione di…".
Come a sottolineare le sue parole, in quel momento un piccolo globo bianco compare al centro dell' edificio. Un globo che poco dopo assume come la forma di un portale.

In un vuoto infinito.

È iniziata, Rachel Summers lo sente. Deve giocare tutte le sue carte ora, prima che sia troppo tardi.

Capitolo Quarto
LA GUERRA DEI MONDI REPRISE

Clairton, Virginia.

Improvvisamente, nel granaio deserto che un tempo ospitava la base dei Marziani e degli Spettri Neri, compare un globo bianco. Un globo che poco dopo assume come la forma di un portale.
"Cosa vuol dire questo?" chiede Torpedo.
"È un passaggio" spiega Rom "Sono abbastanza certo che il grosso dell' invasione proverrà da qui".
"Non c'è modo di chiudere questo passaggio?" chiede a sua volta Sharon Carter.
"Non da qui, all' esterno. Dobbiamo provare ad attraversarlo e vedere se sia possibile farlo dall' altra parte".
"Molto bene, allora…".
"Consiglio a lei ed ai suoi agenti di rimanere qui" dice il Cavaliere Spaziale "Se dovessimo fallire, toccherà a voi fungere da prima linea di difesa della Terra".
Sharon annuisce, poi guarda verso Mach-2. "Te la senti di andare?" gli chiede.
"Certo, non ho paura di nulla" risponde Abner Jenkins.
"Rom, ovviamente non potrai tenermi lontano" si aggrega Steve Sanderson.
"E non sperare di fare a meno di me" conclude Brandy Clark.
Improvvisamente, qualcuno emerge dalle ombre. Gli agenti SHIELD puntano le loro pistole, ma Mach-2 li blocca. "No, fermi! La conosco. Hellcat, cosa ci fai qui?".
"Diciamo che è stata una sfortunata serie di coincidenze" afferma Patsy Walker "Ho sentito quello che avete detto e mi unirò al vostro gruppetto".
"Questo vuole dunque dire che ritorni… al tuo vecchio lavoro?".
"Sai che non mi sarei mai staccata a lungo da esso".
"Non dobbiamo perdere tempo ulteriore" esorta Rom "Andiamo".
E così lui, Torpedo, Brandy Clark, Mach-2 e Hellcat oltrepassano il portale. Cinque persone contro l' oscurità.

Avalon.

È un incubo, non può essere che un incubo. Questo l' unico pensiero di Carol Danvers da quando ha smesso di gridare. È giunta qui insieme a Dane e Rintrah, per fronteggiare Kalmari, responsabile delle ultime traversie del Cavaliere Nero. C'è stato un combattimento… e Dane ha perso: è stato trafitto dalla Lama Nera.
Il Mago Supremo si lancia all' attacco di Kalmari, il quale però riesce a controbilanciare con facilità i suoi incantesimi. "È inutile, mostruosa creatura" dice lo spietato stregone "Non puoi immaginare quale sia il mio livello di potere. E con la Lama Nera sono invincibile e presto reclamerò anche la tua anima".
"Non ci contare" ribatte Rintrah.
Ma appare presto ben chiaro quanto sia in difficoltà il Mago Supremo.
"Ed ora?" pensa Carol Danvers. Non può fare niente, non ha poteri e… Però… È successo qualcosa tempo fa, qualcosa che aveva oramai dimenticato: è accaduta durante la prima missione dei Difensori contro Dormammu e Darklady. In quella occasione aveva scoperto di poter assorbire le energie mistiche. La Lama Nera è pregna di energia mistica, è stata forgiata da Merlino in persona. Se Topaz le ha lasciato anche solo una minima stilla di potere… dopotutto cos'ha da perdere? Kalmari deve pagare per quel che ha fatto a Dane.
Così Carol Danvers si lancia in avanti.

New York, Hell's Kitchen.

"Ho terminato" dice Stick.
"Davvero?" esclama Nottolone "Mi ha insegnato davvero tutto quello che c'era da sapere?".
"Sì, Kyle Richmond. E devo confessarti che tu sei stato un eccellente allievo: solo uno in passato ti ha superato in quanto a bravura e costanza. Tuttavia non è ancora tempo che io vada, hai un' ultima prova da superare".
"Quale?".
"Devi gettarti in battaglia, dobbiamo vedere se riesci a gestire i tuoi poteri in una situazione di pericolo. Dunque percorreremo questo quartiere, fino a quando non incapperemo in un crimine: a quel punto dovrai intervenire. E dovrai cavartela da solo. Sicuro di potercela fare?".
"Non ne vedo l' ora".
"Molto bene: andiamo, dunque".

Clairton.

Fortunatamente un' ambulanza giunge prontamente e porta via un ferito ed in stato di incoscienza Franklin Mills.
"Si riprenderà?" chiede Lizzie Mace ad un barelliere.
"Non possiamo ancora dirlo, signorina" risponde lui "Ora ci scusi, ma dobbiamo proprio partire".
L' ambulanza parte a sirene spiegate e la donna torna a rivolgere la sua attenzione ad altri uomini presenti sul posto: non sono medici, né civili ed indossano un' uniforme che conosce molto bene. SHIELD.
Uno di questi si avvicina:"La ringrazio per il suo intervento, Capitano Mace. Può tornare a far rapporto ai suoi superiori ora".
"No. Io non me ne vado fino a quando non ho capito cosa sta succedendo qui. Creature mostruose, un silenzio innaturale… quale segreto cova questa città?".
"Temo che questa sia una informazione top secret, Capitano. Devo esortarla nuovamente ad andarsene. Esortarla caldamente".
"Va bene, va bene: capisco quando non sono desiderata".
Però una cosa è certa: è stato chiesto di andarsene a Elizabeth Mace. E solamente a lei. Il che significa che potrà continuare ad indagare su questa faccenda… sotto altra identità.

Da qualche parte.

"Ehi".
Una voce, una voce familiare. Ma allora è ancora vivo.
"Svegliati, Dane".
Il Cavaliere Nero riapre gli occhi: è in un paesaggio anomalo, pieno di strane geometrie che a volte si intersecano tra loro, a volte invece si separano. Un mondo a cui l' eroe è stato legato più di quanto lui riesca ad intuire. Poi Dane vede chi ha richiamato la sua attenzione. Il suo scudiero.
"Sean, dunque anche tu sei ancora vivo!".
"Se definisci vita la nostra condizione attuale…" afferma l' ex Spettro di Sangue.
Solo in quel momento il Cavaliere Nero che in questo mondo ha come un aspetto spettrale, incorporeo. Incorporeo come l' anima.
"Ma certo, ho capito" esclama dunque "Siamo nella dimensione della Lama Nera. Quella spada reclama le anime di chi viene trafitto e li imprigiona in questo mondo senza tempo né sostanza. Dunque c'è ancora una speranza".
"Sì, mio protetto. C'è ancora".
Ad avanzare è la Signora del Lago, anch'essa in forma incorporea. "Tuttavia da soli non possiamo farcela: abbiamo bisogno di aiuto. Ed in questa dimensione c'è chi può fornircelo".
"Dove si trova?".
"Vieni con me".
"Dane" lo blocca Sean Dolan "Non possiamo farcela, è impossibile andarsene da qui".
"Amico mio, so che la maledizione di sangue della Lama Nera può dare alla testa, creare una forte sensazione di depressione. Ma devi andare avanti, lottare… so che qui dovrai venire a patti con alcuni tuoi peccati del passato: tuttavia non sei un codardo e so che affronterai a testa alta la situazione".
"Come si conviene ad uno scudiero?".
"Come si conviene ad un vero cavaliere".
Sean Dolan annuisce, convinto.

Polemachus.

"Arrivano le prime ondate di resistenza" dice Rom.
"Uccideteli, in nome dei Chitauri!" grida uno degli alieni.
"Chitauri? Questa razza non è segnata nei database dei Vendicatori" afferma Mach-2 "Che sia un nuovo pericolo?".
"No, terrestre" dice il Cavaliere Spaziale "Li riconosco: sono la razza predatrice dei Badoon. Anche con un nome diverso, il loro aspetto ripugnante non cambia".
L' orda di alieni si avventa sugli eroi. Hellcat appare subito in netta difficoltà, provata dalla recente battaglia con Shiver. Un Badoon lo abbranca alla vita e rotola insieme a lei, fino al bordo di un burrone: la caduta è inevitabile.
"No, Patsy!" esclama Abe Jenkins. Tenta di andare in suo aiuto, ma un alieno lo blocca.
"Rom, sono troppi! Rischiamo di essere annientati" dice Torpedo "Perché non usi quel tuo dannato Neutralizzatore?".
"È settato su caratteristiche diverse" spiega il Cavaliere Spaziale "Se lo impiegassi adesso, li ucciderei. E questa è un azione che non compirò mai. Lo sto regolando, ma ci vorrà ancora un po' di tempo".
"Tempo che potremmo non avere" afferma Brandy Clark.
In quel momento si ode un grido. Un grido di battaglia. Ed in cima ad una vicina collina compaiono Arkon, Thundra: e dietro di loro una intera armata di loro fedeli sudditi. Sono stati messi in prigione, torturati, umiliati: è tempo che si prendano la loro rivalsa.
"All' attacco!" incita il sovrano.
Grazie a loro, le sorti della battaglia si capovolgono rapidamente.

Avalon.

Kalmari si accorge solo all' ultimo momento dell' avanzata di Carol Danvers e, quasi di scatto, ritrae la Lama Nera. Rintrah ne approfitta e lo colpisce con una raffica mistica: l' impatto rischia di sbilanciare lo stregone, che però riesce a rimanere in piedi ed a controbattere a sua volta con un' altra raffica che centra il Mago Supremo in pieno petto, mettendolo temporaneamente fuori gioco.
"Cosa credi di fare, donna?" chiede poi Kalmari a Carol "Non hai nulla, non sei nulla".
"Cosa voglio fare?" ribatte Carol "Voglio riprendermi ciò che è mio! E tu non me lo impedirai!".
Detto questo, compie un balzo prodigioso, frutto degli intensi allenamenti compiuti quando era nella CIA, e riesce ad afferrare l' elsa della Lama Nera. Kalmari chiaramente non ha alcuna intenzione di lasciarle il possesso dell' arma ed oppone una strenua resistenza. Ci sono dei violenti strattoni, ma nessuno dei due contendenti riesce ad avere la meglio.
"Non capisco proprio quali siano le tue inten…".
Improvvisamente Kalmari si blocca, sta avvenendo qualcosa che non aveva previsto. È apparsa un' aura attorno a Carol Danvers. Un' aura di potere.
"Sì!" esclama lei "Allora possedevo ancora una stilla di energia. E la Lama Nera alimenterà le mie forze, fino a quando non potrò sovrastarti!".
"Parli troppo, donna" ribatte Kalmari tentando vanamente di strappare la Lama a Carol "E tali parole non si tramuteranno mai in fatti".
"C'è incertezza nelle tue parole, la avverto. Ridammi ciò che è mio".
"Mai".
"Allora preparati a soffrire".

Hell's Kitchen.

Nottolone e Stick saltano di tetto in tetto, ma la notte sembra insolitamente tranquilla. Questo quartiere, però, da tempo non conosce la parola tranquillità: improvvisamente risuona l' allarme di un vicino banco di pegni.
"Ecco l' occasione che attendevamo" dice Stick "Vai".
Kyle Richmond non si fa pregare: plana verso il basso e ben presto vede tre loschi figuri uscire dal banco di pegni, con in mano un sacco pieno di soldi ed oggetti preziosi. Due sono vestiti con abiti stile gangster anni '30, uno di questi imbraccia un mitra, l' altro… un lazo!? Il terzo infine è un colosso di muscoli… probabilmente è il cervello a fargli difetto.
Nottolone li riconosce grazie al suo senso radar: sono i Duri. Di nome, ma spera non di fatto.
"E tu che vuoi?" chiede Fancy Dan.
Kyle si mette in posizione di attacco.

Dimensione della Lama Nera.

Le geometrie che connotano questo luogo sono stranissime, pare sempre di essere nello stesso posto. Tuttavia ad un certo punto la Signora del Lago si ferma ed indica una figura a poca distanza da lei. "Ecco, colui che ci aiuterà: conosce questo mondo meglio di chiunque altro".
"No, non può…" inizia il Cavaliere Nero.
"Che c'è, Dane? Lo conosci?" chiede Sean Dolan.
Prima che il ragazzo possa ricevere risposta, la figura si avvicina a Dane e rivela il suo volto. Un volto coperto da un pesante elmo.
"Sì" annuisce Dane Whitman "Lei è Sir Percival di Scandia, il mio antenato. Non può esserci guida migliore".
"Si addensano fosche nubi sul tuo destino, mio successore" dice il primo Cavaliere Nero "Nubi che dobbiamo allontanare. Però da soli non possiamo farcela: fortunatamente già all' esterno stai ricevendo aiuto, da parte di una donna".
"Carol? Carol sta affrontando Kalmari?". Il tono di Dane tradisce la sua ansietà. "Cosa spera di fare?".
"Credimi, figliolo: quella donna è la tua più grande speranza. In questa dimensione a volte ho visioni del passato e… del futuro: e ti ho visto insieme a quella donna fondare una dinastia molto potente. Una dinastia che si tramanderà nei secoli e porterà avanti il nostro glorioso nome. Dobbiamo far sì che questo futuro si realizzi".
"Da tempo io e Carol progettiamo di rinsaldare in modo più netto il nostro rapporto" pensa Dane "Le parole di Sir Percy mi hanno ulteriormente convinto di questo nostro intento".
"Ma anche da qui riceverai un prezioso aiuto" continua il primo Cavaliere Nero "Sempre da una donna che per te ha significato molto".
Delle nebbie presenti accanto a Sir Percy si diradano e rivelano così la figura di…
"Victoria Bentley!".

Polemachus.

Hellcat riapre gli occhi: è ancora viva, oggi a quanto pare il destino si diverte a giocare con lei. L' alieno che l'ha trascinata qui in basso invece ha avuto la peggio… se l'è cercata.
L' eroina tenta di scalare la parete per ritornare di sopra, poi la sua attenzione viene catalizzata da una vicina caverna. C'è una luce che proviene dal fondo di essa, una luce invitante. Patsy Walker vi entra e ne percorre svariati metri, fino a quando la luce diviene più intensa.
Ed è allora che una voce penetrante le perfora la mente. "Donna impudente, non saresti dovuta entrare. Ora l' Alto Signore disporrà di te!".

In un vuoto infinito.

"Allora, volete il potere?" grida Rachel Summers "Eccolo!".

Polemachus.

"Signore, i picchi di energia del soggetto stanno raggiungendo livelli incredibili" dice un Badoon "Rischiamo il collasso".
"Non osare pronunciare quella parola" lo zittisce il suo capo "L' armata principale sta per giungere e non possiamo permetterci che quel portale collassi. Mi sono spiegato?".

Clairton.

Sharon Carter e gli agenti al suo servizio rimangono in paziente attesa. Di un qualcosa che molti si augurano non avvenga. Improvvisamente qualcuno si avvicina al granaio ed alcuni spianano le loro armi contro la misteriosa figura.
"Fermati! Alza le mani e dichiara le tue generalità".
"Ok, ok. Le alzo le mani, senza problemi". È una donna, con un costume che ricorda la bandiera americana. È Elizabeth Mace. "Quanto alle mie generalità… accontentatevi del mio nome in codice: American Dream".
"Che nome altisonante. Vi producono in serie, voi eroi patriottici?" chiede con tono irrisorio Sharon Carter.
"Ha qualcosa contro la patria che si onora di servire, agente?" ribatte Lizzie.
"Io lo faccio da più di dieci anni. Tu puoi dire altrettanto?".
"Senta, non roviniamo subito tutto. Cerchiamo di venirci incontro".
"D' accordo: dammi un buon motivo per fidarmi di te piuttosto che passare ad altri metodi".
Lizzie Mace non ha la possibilità di rispondere in quanto in quel momento il globo di luce presente all' interno del granaio inizia a pulsare. Intensamente.
"Cosa sta accadendo?" chiede un agente SHIELD.
"Sei sicuro di voler conoscere la risposta?" chiede a sua volta Sharon.
Volenti o meno, poco dopo la risposta arriva. Sotto forma di decine, centinaia di alieni che sciamano fuori dal globo. Sono Spettri Neri in gran parte, ma ci sono anche dei Quwrlln, marziani per i non addetti ai lavori.
"Preparatevi a combattere!" ordina Sharon.
La battaglia inizia. La battaglia finale per il destino dell' umanità, senza nessun superessere a dare man forte. Lizzie Mace osserva il tutto con shock e sgomento: ecco di cosa aveva paura Franklin Mills. Una paura che rischia di sovrastare anche lei, con effetti poco piacevoli. Sarebbe davvero un modo poco onorevole di concludere la sua appena nata carriera da supereroina.
Sharon Carter osserva i suoi avversari: non vede più demoni nei loro volti. Sono solo nemici da combattere ed abbattere. Non c'è più alcuna paura in lei.
Una nuova Guerra dei Mondi.

Capitolo Quinto
IL DESTINO DI UN CAVALIERE

Nella vita ci sono situazioni piccole e grandi, che per ognuno di noi possono assumere una diversa importanza. Ad esempio, in pochi sono interessati a sapere come si comporterà Nottolone, mentre in molti aspettano l' esito della battaglia tra gli umani da una parte e ben tre razze aliene dall' altra. Infine, in un mondo a molti ignoto, Dane Whitman lotta per salvare la sua anima e non solo. Eppure da queste tre diverse situazioni scaturirà qualcosa di unico, che porterà infine alla fine dei Difensori o ad una loro nuova rinascita.

Dimensione della Lama Nera.

"Victoria Bentley!".
L' esclamazione di Dane Whitman denota sorpresa, ma anche felicità. Nel vasto panorama delle donne che hanno segnato la sua vita, questa occupa un ruolo minore, ma non vuol dire che lui l' abbia dimenticata. Victoria Bentley, figlia di un lord inglese, versata nelle arti mistiche: giunse in aiuto del Dr. Strange per ben due volte contro il Barone Mordo. Da quel momento, il signore delle arti mistiche la prese sotto la sua ala protettiva, giusto in tempo per farle affrontare minacciucole come Dormammu. La consapevolezza che Strange non avrebbe mai abbandonato la sua amata Clea, portò infine Victoria ad allontanarsi da lui ed a cercare un proprio percorso. Un percorso bruscamente interrotto quando lo Spettro di Sangue, alias Sean Dolan, l'ha accidentalmente trafitta con la Lama Nera, proiettando qui la sua anima.
"Dane" esclama Victoria "Cosa… cosa ci fai tu qui?".
"Un evento fortuito" minimizza lui "Ma con un po' di fortuna sarà anche temporaneo. Sir Percy, lei ha detto che può proiettarci fuori di qui. Tutti quanti".
"Sì, mio successore" spiega il primo Cavaliere Nero "Io rappresento il tramite tra questo mondo e quello reale e dentro di me scorrono energie mistiche dimenticate. Ed avverto all' esterno un essere dotato di un notevole potere magico".
"Sì, Rintrah".
"Contattalo. Lui può dare vita ad una sorta di condotto che libererà tutti coloro che sono prigionieri di questo regno".
"Contattare…?" inizia Dane. Poi si concentra, anche lui ha limitate capacità mistiche e forse un richiamo telepatico… "Rintrah, Rintrah, mi senti? Ti prego, rispondimi".
In quel momento compare la proiezione mentale del Mago Supremo. "Cavaliere Nero, dunque ci sei ancora. Sentivo in qualche modo ancora la tua essenza. Dove…".
"A dopo le spiegazioni, Rintrah. Devi attingere alle energie mistiche di questa dimensione e cercare di liberare me e le persone che sono qui presenti. È una impresa notevole, ma sono sicuro che tu ce la puoi fare".
"Ti aiuterò anch'io" dice Victoria Bentley "Le nostre energie combinate dovrebbero riuscire allo scopo".
"Lady Victoria" si avvicina Sean Dolan "Io… volevo chiederle scusa per tutto il male che le ho causato".
"Ti ho già perdonato, Sean" ribatte lei "Lo so che non eri in te in quel momento. Non hai nulla di cui scusarti, pensa piuttosto a fare qualcosa di buono una volta che saremo tornati. Ed ora unisci la tua forza alla mia".
"Rintrah" esclama in quel momento Dane Whitman con un pizzico di terrore "Dov'è Carol? E Kalmari?".
"Stanno lottando per il possesso della Lama Nera. Ed anche per molto altro".
"Quella donna è pazza! Per questo la amo. Però, Rintrah, dobbiamo far sì che un problema del genere non si ripeta più. Io e gli altri possiamo uscire da questa dimensione, ma tu devi fare in modo di annientare per sempre la maledizione di sangue della Lama Nera. Credi di esserne in grado?".
"È un' impresa veramente ardua quella che mi chiedi, Cavaliere. Ma la intraprendo senza indietreggiare. Spero solo che Carol Danvers mi faccia guadagnare tempo".
"Allora iniziamo e subito".
"Dane, scusa" interviene Victoria Bentley "Chi sarebbe questa Carol?".

New York, Hell's Kitchen.

Fancy Dan tiene impegnato Nottolone, mentre Montana agita il suo lazo: fino a quando lo lancia ed abbranca Kyle Richmond alla gola.
"Ah, lo sapevo che non avevi la stoffa per affrontarci" afferma il criminale.
"Sono stato troppo lento di riflessi" pensa l' eroe "Ma non devo arrendermi, devo lottare. Affidarmi ai miei sensi…".
Da un vicino tetto, Stick osserva la scena con curiosità. Ad un tratto qualcuno lo affianca. "Forse sarebbe meglio se intervenissi" dice.
"Tu non farai nulla del genere, Matt" lo zittisce il suo mentore ponendo il suo bastone sul petto del vigilante "Kyle Richmond se la caverà".
"Ne sei certo?".
"Ovviamente: sono stato io il suo insegnante, dopotutto. Ma parlami un po' delle tue ultime vicissitudini, piuttosto".
Nottolone reagisce: afferra il lazo di Montana e tira forte verso di sé. La sua forza è straordinaria ed il criminale viene trascinato in avanti. Alla fine, prima che i suoi compagni possano reagire, Kyle si è liberato della corda e con un calcio volante lo spedisce dritto contro una parete, mettendolo ko.
"Ma cosa…" inizia Fancy Dan prima di subire lo stesso destino. La velocità di Nottolone è qualcosa di fenomenale.
Forse però servirà a poco contro gli attacchi del Bruto. "Questo è di un' altra pasta" pensa.
Inizia ad incalzarlo con numerosi attacchi, evitando al contempo tutti i colpi che il Duro cerca di sferrargli. "Ma come fai a prevedere tutte le mie mosse?" esclama costui.
Segreti del mestiere che Kyle non intende rivelargli. Tuttavia, dopo l' ennesimo pugno sferrato al volto del criminale, l' eroe inizia ad essere colto da dubbi. "Pur con la sua massa, dovrebbe essere già al tappeto. Perché…". Ronald Bloch va a colmare questa mancanza e crolla rovinosamente al suolo. "Ah, ecco, era troppo tonto per capire che doveva andare a terra. Però… ce l'ho fatta! Ho sconfitto i Duri!".
Poco dopo giungono le autorità e portano via i tre criminali. Kyle torna dunque sul tetto dove si trova Stick. "Oh, Devil, ci sei anche tu" dice Nottolone "Mi hai consigliato un ottimo maestro".
"Ed io sono felice di vedere che sei tornato sulla giusta via" ribatte Matt Murdock "Ti sei comportato bene".
"Mi sono solo affidato alle mie capacità".
"Il mio giudizio non ti interessa più?" interviene Stick.
"Oh, mi scusi. Sì, certo".
"Sei stato molto bravo. Hai ancora qualche incertezza, bada bene, ma col tempo maturerai. Per ora puoi andare a casa: le mie lezioni sono finite".
Kyle tende la mano:"La ringrazio per tutto quello che ha fatto per me".
Stick la stringe:"Piuttosto che ai ringraziamenti dovresti pensare ad allenarti. Ed ora vai!".
Nottolone saluta anche Devil e si libra in volo. Matt Murdock si volta poi verso il suo mentore. "Ti sei un po' addolcito, Stick. Addirittura una stretta di mano: con me non l'hai mai…". Ma Stick è già svanito nel nulla. Dopo tutti questi anni riesce ancora a sorprenderlo.

Clairton, Virginia.

"Attenti!" esorta Sharon Carter.
Ma è un' esortazione che ha poca valenza: l' attacco congiunto dei Marziani e degli Spettri Neri è praticamente inarrestabile e porta in breve al crollo del granaio in cui sono gli agenti SHIELD. Molti di loro vengono travolti, alcuni rimangono feriti, solo per miracolo non ci sono vittime. Rimangono in pochi a contrastare l' avanzata degli alieni, non dureranno ancora molto.
Elizabeth Mace viene colta di sorpresa da un marziano, stesa a terra ed afferrata alla gola da un tentacolo. "Cosa dici ora, terrestre?" la irride l' alieno insinuandosi telepaticamente nella sua mente.
Franklin, è ancora in bilico tra la vita e la morte; Jeff, non può fare questa brutta figura davanti a lui, inoltre deve andare a salvarlo; suo padre, l'ha allenata per questo momento; Roberta, la sua amata sorellina avrà bisogno dei consigli della maggiore e molto presto. No, non può cedere adesso. "Cosa dico? Che hai rotto i coglioni, amico". E detto questo sferra un calcio in quello che appare essere il ventre dell' alieno, che si ritrae con un guaito di dolore. Lizzie si rialza e intensifica i suoi attacchi.
"Supervisore Carter!" urla in quel momento un agente SHIELD "Dietro di lei!".
La donna si volta: uno Spettro Nero sta per venirle addosso, non farà mai in tempo a reagire… Improvvisamente però un raggio energetico colpisce l' alieno riducendolo in cenere. Sharon si volta e vede l' arrivo della cavalleria sotto forma degli atlantidei guidati da Namor e Namorita e degli altri Cavalieri Spaziali al servizio di Rom.
"Che ancora una volta risuoni il grido di battaglia" afferma Namor "IMPERIUS REX!".

Polemachus.

"Ho terminato!" esclama Rom "Il Neutralizzatore è settato sulle nuove caratteristiche".
"E che aspetti allora?" lo incita Torpedo "Usalo!".
Il Cavaliere Spaziale dirige il raggio cremisi dell' arma contro un Badoon, il quale precipita urlando nel Limbo. I suoi simili arretrano impauriti di fronte a questa vista. Arkon e Thundra ne approfittano immediatamente e guidano i loro sudditi verso una rapida vittoria finale, aiutati da Rom e da Steve Sanderson.
Alla fine Arkon è quasi incredulo: settimane di dolore, di sofferenza, tutto svanito in pochi minuti. Il regno è di nuovo suo.
"Rom" si avvicina Brandy Clark "Dov'è finito quel tizio in armatura?".
Il tizio in questione, Mach-2, vedendo che la situazione stava volgendo al meglio ha preferito seguire una strana traccia energetica rilevata dai suoi sistemi: forse c'è Patsy da quelle parti. La traccia conduce infine davanti ad un portale dalla forma ovale, c'è una sorta di griglia al centro dell' ovale. "Un passaggio… per dove?" si interroga Abe Jenkins.
C'è un solo modo per scoprirlo: si tuffa all' interno del portale e viene proiettato in una sorta di vuoto infinito dalle strane geometrie. Ed al centro di questo vuoto c'è una ragazza, che lo osserva con sguardo stupito. "Aiutami, ti prego" dice "Dobbiamo fermarli!".
"Chi sei?" chiede Mach-2 "E cosa dobbiamo fermare?". Prova ad avvicinarsi, ma è come se ci fosse un muro invisibile tra lei e la ragazza.
"Mi chiamo Rachel Summers. Stanno attingendo ai miei poteri per creare un portale… per la loro armata".
"C'è un' armata in arrivo? Quanti sono?".
"Guarda da te".
Abe aguzza la vista e dietro Rachel scorge decine, anzi centinaia di astronavi. Saranno qui entro pochi minuti.

Avalon.

L' aura di potere attorno al corpo di Carol Danvers continua a divenire sempre più intensa.
"Lascia l' arma!" la esorta Kalmari dandole uno schiaffo. Ma lei non lo sente. "Lasciala!". Una raffica magica, ma non fa altro che incrementare i poteri della donna.
Contemporaneamente interviene Rintrah. "Cosa stai facendo, mago?". Nel tono di voce di Kalmari si capisce che sta intravedendo lo spettro della sconfitta. "Sento… anche una forza esterna che sta lottando contro di me. Una forza proveniente dalla Lama Nera stessa!".
Concluse queste parole, c'è un lampo accecante: Carol viene proiettata all' indietro, ancora un' aura lucente attorno a lei; Kalmari perde invece la presa sulla Lama, che viene abbrancata da Rintrah. E dall' arma fuoriescono quattro essenze vitali: quella di Dane Whitman, della Signora del Lago e di Sean Dolan vanno ad occupare i loro corpi, presenti proprio qui su Avalon; quella di Victoria Bentley si reca presso il suo castello, dove un incantesimo di Strange ha preservato la bellezza e la giovinezza del suo corpo. E poco dopo tutti si risvegliano.
"Dammi pure la Lama Nera, Rintrah" esorta il Cavaliere Nero. Il Mago Supremo gliela consegna, Dane non avverte nulla di particolare. La maledizione è svanita. Dunque l' eroe affonda la Lama nel petto di Kalmari, che trattiene a stento una risata.
"Cavaliere, non l'hai ancora capito?" esclama "Sono incorporeo, non puoi farmi nulla".
"E tu non hai considerato tutte le opzioni" ribatte Dane.
"Cosa… Sento qualcosa. No!". E l' essenza di Kalmari viene assorbita dalla Lama Nera.
"Non hai considerato la natura unica della Lama" pensa il Cavaliere Nero.
In quel momento compare l' immagine di Sir Percy:"Molto bene, mio successore. Ti sei dimostrato un degno possessore della tua arma: trattala bene ora che è stata purgata dal suo male".
"Lo farò, Sir Percy. La ringrazio del suo apporto: è un peccato che lei sia confinato all' interno di quella dimensione".
"È il mio destino, che abbraccio volentieri. Tu pensa ora alla donna che ti ha salvato la vita, se non avesse prosciugato Kalmari delle sue forze non ce l' avresti mai fatta".
L' immagine svanisce e Dane accorre accanto a Carol. Ha appena ripreso i sensi, l' aura è scomparsa e…
"Ma cosa…?" esclama lei "Il mio primo costume, con l' ombelico scoperto? Che razza di scherzi combina il destino".
"Cosa vuol dire secondo te?".
"Che mi è stata data una seconda occasione. Sento energie nuove scorrere dentro di me, ho riavuto i miei poteri. Tuttavia è anche come se fosse un nuovo inizio: e dunque mi chiamerò Miss Marvel!".
"Beh, un bel ritorno alle origini nella migliore delle tradizioni" sorride Dane.
Carol incrocia i suoi occhi con quelli del suo amato. "E tu che aspetti a baciarmi?".
Il Cavaliere Nero non la delude e quando le loro labbra si staccano… "E tu che ne diresti di sposarmi?".
"Finalmente me l' hai chiesto!".
"Ehm, scusate" interviene Rintrah "Direi che possiamo anche tornare a casa ora".
"Pendragon" si avvicina in quel momento la Signora del Lago "Grazie per il tuo insostituibile apporto: per merito tuo, Avalon potrà rifiorire ora che il male è stato allontanato".
"Ogni volta che avrai bisogno di aiuto, potrai contare su di me".
"Il figlio di Uter e Igraine in persona sarebbe fiero di te".
"Per la sacra triade Vishanti" esclama Rintrah "Che la strada del ritorno ci sia indicata".
E poco dopo gli eroi e Sean Dolan tornano a casa.

Polemachus.

La presa mentale dell' Alto Signore è terribile, ma Patsy Walker non intende arrendersi. Non ora che è venuta a patti coi suoi peccati del passato, non ora che deve tracciare una nuova via davanti a sé. E così, con un urlo quasi inumano, compie un balzo in avanti e coi suoi artigli graffia il capo dei marziani. C'è un grido di dolore da parte dell' Alto Signore, ma questo non frena Hellcat: affonda più volte i suoi artigli nel corpo dell' alieno, fino a quando questo perde i sensi. Potrebbe ucciderlo, ma non è questo il suo modo di agire. Si può sempre evitare un omicidio, se si ha la giusta forza di volontà.

In un vuoto infinito.

Sì, Abe, c'è un solo modo per evitare che queste navi invadano la Terra. Comporta un grande, immenso sacrificio, comporta la perdita di tutto quello che lui ha costruito in questi ultimi tempi. Deve compiere questa scelta? C'è una sola risposta e non c'è tempo da perdere: spera che Melissa sappia perdonarlo.
Dunque tende la mano fin dove gli è possibile:"Afferrala!" intima a Rachel Summers.
"Cosa…?".
"Mi scambierò di posto con te: così quelle navi si perderanno in questo vuoto e non giungeranno mai alla loro meta".
"No, non posso. Le forze a cui andresti incontro quasi sicuramente ti uccideranno".
"Lo so, credi che non abbia contemplato questa possibilità? Ma l' ho accettata, non la temo. Ascolta, se quelle navi arrivano sulla Terra rischiano di uccidere dei miei amici ed io non voglio che questo accada! Non lo voglio, hai capito? Dunque afferra la mia mano".
"Tu sei un eroe".
"No, solo una persona che ha scelto di fare la cosa giusta".
Rachel Summers protende la sua mano: per un istante sembra che lei e Abe non riescano a toccarsi, poi però i loro corpi si incontrano. Ed allora avviene uno strano fenomeno: laddove prima vi era Rachel Summers ora c'è Abe Jenkins e viceversa.
Mach-2 riesce ad esclamare:"Dì a Melissa che…" prima che una tremenda forza scaraventi Rachel Summers all' indietro, fuori dal portale, che si richiude immediatamente. I Badoon, almeno per oggi, dovranno rinunciare ai loro piani di conquista.
La ragazza si rialza in piedi, mentre dietro di lei accorrono Rom e gli altri. "Chi sei tu?" chiede Torpedo "Che fine ha fatto quel tizio in armatura?".
"Si è sacrificato per noi, per tutti noi" rivela Rachel "E mi ha ridato la libertà. Non lo dimenticherò mai".

Clairton. Un' ora dopo.

"Io non posso crederci" afferma Elizabeth Mace "Li abbiamo sconfitti tutti, li abbiamo sconfitti davvero tutti".
"Non siamo troppo facili da piegare" dice Namor "Lo abbiamo dimostrato più volte. Ma io… forse ti conosco?".
"Uh, no, non ci siamo mai visti prima d'ora!".
In quel momento il portale che aveva dato vita all' invasione dei Marziani e degli Spettri Neri rilascia Rom, Torpedo, Hellcat, Rachel Summers e Brandy Clark. Arkon e Thundra sono rimasti a Polemachus, per catturare i pochi alieni ancora rimasti e ricostruire il loro regno.
"Terminator, Pulsar, Cavalieri!" esclama Rom "Dunque vi hanno liberato".
"Sì, alla fine si sono convinti della nostra innocenza" spiega Javelin "Giusto in tempo per cancellare definitivamente gli Spettri Neri dalla faccia della Terra e forse anche dall' Universo".
American Dream approfitta della confusione per provare a dileguarsi. Niente male come sua prima missione sul campo, senza suo fratello ad incitarla. Questa faccenda dell' essere una supereroina potrebbe cominciare a piacerle. Ora però deve recarsi in un ospedale, a far visita ad un ex compagno di accademia. E poi deve ancora ritrovare Jeff. E forse qualcuno la aiuterà.
"Ragazza, dobbiamo parlare" la blocca G.W. Bridge.
"Ehi, dov'è Mach-2?" chiede Sharon Carter.
Il volto triste di Patsy Walker le fornisce la risposta.

Richmond Enterprises.

Kyle entra nel suo ufficio, trovandovi Yvette Freeman che sta riordinando alcune carte.
"Oh, finalmente sei tornato" dice costei "Ci sono così tante cose di cui dobbiamo occuparci…".
L' uomo le afferra un braccio:"Possono aspettare".
"Kyle…" dice Yvette confusa.
"Anche in questa mia attuale condizione, riesco a capire certe cose. Inizialmente negavo la cosa, ma ora non intendo più farlo". E così posa un bacio sulle labbra della donna, la quale non si tira indietro.
"Come mai… come mai tutto questo?" chiede poi.
"Chiamalo un cambio di prospettiva" dice Nottolone "È come se da questo giorno, in un certo senso, fossi tornato a vedere. Ed ora posso davvero ammirare tutta la tua bellezza. Sempre che tu voglia starmi accanto, ovviamente".
"Oh, è quello che più desidero" ribatte Yvette baciando nuovamente Kyle.

Greenwich Village.

Rintrah, Dane, Carol e Sean riappaiono all' esterno della dimora del Mago Supremo. "Ho avuto troppa fretta di tornare e ho calcolato male la rotta" dice Rintrah "Dovrò anche rinforzare le difese interne della mia dimora".
"Per questo ci sarà tempo" dice il Cavaliere Nero, il quale detiene ancora saldamente la Lama Nera "Quale magnifica gioia è per me possedere nuovamente quest'arma, mi dà un senso di completezza".
"Uhm, spero di non dovermi ingelosire di quella spada "afferma Carol Danvers "Ah, Dane, a proposito del nostro matrimonio…".
"Ci hai ripensato?".
"Per niente! Volevo solo dirti che preferisco una cerimonia con pochi invitati, non troppo affollata. Che ne pensi?".
"Sì, sono d' accordo. Almeno per quel giorno evitiamo di attirarci il caos. Sì, sarà una cerimonia per pochi intimi… mia cara Miss Marvel".
"Ehm, bel costume comunque" commenta Sean Dolan suscitando una risata da parte di Carol.
Mentre i quattro entrano all' interno della dimora di Rintrah, non notano una figura che alle loro spalle ha udito tutti i loro discorsi. "Ah, e così progettano di sposarsi senza invitarmi, vero? Beh, allora vorrà dire che gliela farò pagare e ci sarà molto da divertirsi".

"Ancora oscure le motivazioni che hanno spinto al suicidio il senatore Stivak. Le notizie secondo le quali dell' uomo sarebbe rimasto solo un mucchietto di cenere non sono state né confermate né smentite dalle autorità competenti".

Capitolo Sesto
... E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI

Montecarlo. Fondazione Scientifica.

"Ah, ma tu guarda" borbotta Pip "Tremila telefoni in questo edificio e sono tutti impegnati. Come fa uno a divertirsi, dico io? Oh, guarda, c'è un telefono libero: di colore verde. Lo sapevo che non dovevamo affidarci ai gusti di K'lrt in fatto di arredamento. Meno male che adesso è fuggito, puzzava più di me. Va beh, accontentiamoci".
Il Troll solleva la cornetta e compone un numero:"Sì, pronto, è il Dipartimento di Stato? C'è Condoleeza? Sono Colin. Volevo dirle che ieri sera ha dimenticato i suoi boxer a casa mia: li userei io, ma mi vanno troppo larghi…".
"Ehi, Troll!" dice in quel momento una voce all' altro capo del filo.
"Oh, porca… Mi hanno scoperto! Adam, il governo degli Stati Uniti sta per dichiararci guerra!".
"Zitto, Troll, e ascoltami: sta per avvenire una crisi cosmica di portata terribile".
"E dove?".
"Presso il Palazzo dei Vendicatori: tu ed il tuo gruppo dovete recarvi subito lì".
"Ma tu chi sei?". La comunicazione si interrompe. "Ed ora che faccio?" si interroga Pip "Oh beh, che me ne frega? Tocca a Adam decidere, è lui il capo".
Il Troll si allontana, non notando così il telefono di colore verde svanire.

Londra. Sede del MI6.

"Ehilà, Melissa, come ti butta?".
"Molto bene, Clive. C ti ha convocato?".
"Sì. E sto aspettando… Ah, eccoti qui, Leiko. Andiamo".
"Oh, è l' uomo che amo?" si interroga Melissa Greville "E lui mi ama? Come sarebbe la nostra relazione insieme? E soprattutto perché mi faccio da più di un anno queste domande e non ho mai cercato di trovare delle risposte?".
Clive Reston e Leiko Wu entrano nell' ufficio privatissimo, segretissimo ed un altro paio di superlativi di C, il gran capo. Anche se secondo alcuni quella C sta a significare altro… ma non è il caso di approfondire la questione. Subito vedono accanto alla scrivania di C due loro compagni di ventura.
"Cinese! Black Jack!" esclama Clive "Anche voi qui?".
"Sì" annuisce Black Jack Tarr "A quanto pare la questione è della massima importanza".
"Ed ha a che vedere col nostro più temibile nemico" dice C "Fu Manchu".
"Ma perché in ogni cosa che facciamo deve sempre entrarci Fu Manchu?" si interroga Leiko Wu "Sembra quasi una maledizione".
"Abbiamo ricevuto una informativa da parte di una persona fidata, l' agente Green" spiega C "Il quale ci ha rivelato che quel criminale tenterà qualcosa di mai visto prima al Palazzo dei Vendicatori".
"Quel furfante! Mio padre sì che avrebbe saputo come trattare con lui".
"Ma chi è questo agente Green?" chiede Black Jack "Non l'ho mai sentito prima d'ora".
"Niente domande ulteriori. Partite!" ordina C.
Il mio nome è Shang-Chi e significa lo Spirito che Avanza. Penso sempre molto ed ho l' abitudine di ripetere sempre le stesse cose. Tipo che sin da quando ho 19 anni mi oppongo ai piani di mio padre ecc ecc… ma tanto lo sapete, no? Devo pensare seriamente a trovare qualcosa di nuovo da dire.

New York, Gena's Diner.

"Ehilà, Crawley, che si dice?".
"Oh, Jake, non ti ho sentito arrivare. Sembra che la malavita si stia prendendo un periodo di vacanza in questi giorni. Però ho scoperto qualcosa di interessante, su questo annuncio del Daily Globe".
"Un annuncio in verde?" esclama il tassista "Che strano".
"Il verde è il colore con cui il Maggia annuncia un colpo senza precedenti" rivela Bertrand Crawley "Qui si organizza una grande festa in un edificio della Quinta Avenue. Ed è superfluo che ti dica cosa c'è nella Quinta Avenue".
"Il Palazzo dei Vendicatori! Quei criminali vogliono puntare in alto. Ma io glielo… ehm, volevo dire che l' altra mia identità... insomma, hai capito".
"Sì, sì" dice Bertrand "Vai pure".
Il tassista esce, mentre il suo compare si scola una bottiglia di buon whisky. Etichetta di colore verde, ovviamente.

Manhattan.

Allegro e spensierato, l' Uomo Ragno volteggia tra i palazzi. "Ah, ci voleva proprio" pensa "Roma è una bellissima città, ma come potevo fare a meno dello smog di New York? Ci ho guadagnato nel cambio, no?".
Si appoggia ad un palazzo e attende che capiti qualcosa, qualunque cosa. "Diamine, mi accontenterei persino di Big Wheel adesso".
Improvvisamente, poco sopra la Statua della Libertà, compare questa scritta infuocata:"RAGNO, INCONTRIAMOCI DAI VENDICATORI. PORTA ANCHE KAINE E LA GATTA NERA". Pochi secondi dopo, il messaggio è svanito.
"Cosa vuole ora quel fiammiferino?" pensa Peter Parker "E perché ha cambiato luogo di incontro? Qui deve esserci sotto qualcosa, eppure il mio senso di ragno non mi segnala alcun pericolo. Vuole anche compagnia, per giunta. Boh, un' occhiata male non mi farà". L' Uomo Ragno spara una ragnatela e riprende a volteggiare. "Certo che Johnny deve aver bevuto qualche strana mistura Skrull: è così ubriaco che il suo messaggio era di colore verde".

Four Freedom Plaza.

La Torcia Umana viene svegliato dal trillo insistente della radiosveglia. La fonde col suo potere (la decima questo mese, Reed inizierà a mettergli in conto i danni), però non può far nulla quando alcuni altoparlanti nascosti nei muri iniziano ad irradiare ad alto volume le canzoni di Thalia Martinez.
"Molto divertente, Ben" commenta "Dopo ti friggo il tuo culone di roccia".
Scende dal letto e scosta le tende per ricevere la luce del sole. Trova invece solo un messaggio scritto con della ragnatela:"TORCIA, VIENI DAI VENDICATORI E PORTA I TUOI AMICI. TANTO NON MI PRENDI GNA GNA GNA".
"Brutto ragnaccio schifoso!" esclama Johnny Storm "Questo significa guerra. Reed, Sue, Ben: è tempo di grandi manovre!".
Nella sua foga, la Torcia Umana non ha notato che la ragnatela, la quale si scioglie subito dopo, aveva un insolito colore. Verde, ovviamente.

New Orleans.

Un uomo si sta fumando in santa pace una sigaretta quando improvvisamente viene approcciato da altre due persone.
"Dunque è vero quello che si dice, Eric?" chiede uno di loro.
"Sì, Hannibal. Dracula è tornato. Frank ne è testimone".
"Ho condotto un rito mistico" conferma Frank "Che mi ha rivelato che Vlad ricomparirà presso il Palazzo dei Vendicatori. E quel che è peggio comparirà in pieno giorno!".
"Terribile" afferma Hannibal "Voi due potete farcela, ma io?".
"Ad un mercatino di oggetti mistici ho acquistato questo strano composto. Non conosco gli ingredienti, ma è efficace, provalo".
"Lo userò allora. Farò di tutto per distruggere Dracula. Ehi, ma che schifo di colore: il verde!".
"Come i fumi mistici che mi hanno fornito quella visione".
"Speriamo non sia andato in fumo anche qualcos'altro di te".

Alaska, sede della Justice Incorporated.

"Jack" dice Angela Cleaver "Abbiamo un nuovo incarico".
"Bene" dice Sabre (o Licantropus?) "Chiamo il resto del gruppo e…".
"No. Il cliente ha richiesto espressamente che tu vada solo in missione".
"E voi avete detto di sì? Dico, ci può essere in gioco la mia pellaccia qui".
"Il cliente ha sempre ragione. Dovrai andare al Palazzo dei Vendicatori: là sta per ricomparire Pugnale d'Argento".
"E voi come lo sapete?".
"Noi siamo la Justice Inc., sappiamo tutto BWAHAHAHAHA… Ehm, ma che mi è preso? Ho solo bevuto un the verde prima…".
"Ho capito: parto subito prima di impazzire anch'io".

Symkaria, sede della Silver Sable International.

"Alle armi, miei prodi!" grida la donna dai capelli color argento "Il dovere ci chiama".
"Che rottura" commenta Powell "Come mai tutta questa fretta?".
"L' Uomo Sabbia mi ha fatto pervenire un messaggio: ha un nuovo cliente per noi, ma ne parlerà solo a quattr'occhi con tutta la compagnia".
"Dacci un buon motivo per smuoverci da qui" dice Battlestar.
"Il cliente paga in anticipo".
"Alle armi, miei prodi!" grida Lemar Hoskins "Su, Crippler, muovi quel tuo culo flaccido. Ehi, capo, bello questo nuovo jet. Il colore fa un po' schifo, però: mai piaciuto il verde".

Dimensione di Luce.

Una improvvisa apparizione interrompe la trance comune di Stephen Strange e Clea.
"Dormammu?" esclama Strange "Ma non è possibile, era stato privato della Fiamma delle Faltine!".
"Ah davvero?" si stupisce l' apparizione "Ehm, volevo dire… Questo è quello che pensi tu, infimo mago! Non potrò mai essere battuto perché Dormammu è invincibile. Ed ora darò vita al mio più grande piano dal Palazzo dei Vendicatori: prova a fermarmi, se ci riesci. Ah, se magari riesci a contattare qualche altro mago e magari anche Capitan Bretagna… così il divertimento è maggiore".
"Zio, ma da quando sei diventato così loquace?" chiede Clea.
"Le mie motivazioni vanno aldilà delle parole!".
"E perché sei tutto verde?".
"Ehm…" conclude l' apparizione, svanendo.

Appartamento di Elektra Natchios.

"Dai, insegnami ad uccidere" dice Nina McCabe "Dai, insegnami ad uccidere".
"Tutto a tempo debito" ribatte la mercenaria, la quale sta coltivando da un po' di tempo simili propositi nei confronti della sua compagna di appartamento.
"Dai, insegnami ad uccidere!".
Allora, dov'è la katana?
Un trillo interrompe i pensieri di Elektra: è arrivata una mail al suo indirizzo personale e segretissimo. La apre e… "Intensifica le tue prestazioni sessuali grazie a Piagra, la pillola verde miracolosa".
Dove sono i nunchaku?
Un' altra mail! Ah, finalmente quello che desiderava: un incarico.

E lungo tutto il mondo scene simili si ripetono: istigati da qualcuno o da un misterioso messaggio, tutti decidono di recarsi al Palazzo dei Vendicatori. Ma cosa mai ci sarà di tanto importante al Palazzo dei Vendicatori?

"Viva gli sposi!".
"Quanta fretta, Occhio di Falco" dice Dane Whitman "Mancano ancora un paio d'ore alla cerimonia".
"Dove si trova Carol?" chiede Ant-Man.
"E chi lo sa? Le donne si sono unite in congiura contro di me e me la tengono nascosta: sapete, quella superstizione…".
"Ma perché avete voluto sposarvi qui?".
"Meglio qui che sott'acqua! Scherzi a parte, questo luogo ha rappresentato qualcosa di importante per noi e ci è sembrato… ecco, ci è sembrato giusto celebrare qui il nostro matrimonio. E qui potevamo avere una cerimonia riservata, con pochi ospiti".
"Dane, c'è qualcuna che vorrebbe parlarti. In privato" interviene Visione.
"Oh… l' ultima follia prima del punto di non ritorno" commenta l' Uomo Sabbia.
"Baker, non fare lo scemo".
Dane Whitman si reca in una vicina stanza e lì, relegata in un angolo, c'è Sersi. Una donna a cui è stato legato in più di un senso un tempo.
"Ciao, Dane" saluta lei "Ho sentito che stai per sposarti. Io… volevo solo augurarti buona fortuna. Te lo meriti dopo tutto quello che ti ho fatto passare".
"Grazie, Sersi. Conta molto per me. Comunque non hai nulla di cui scusarti: siamo stati entrambi vittime di eventi aldilà delle nostre previsioni".
Il Cavaliere Nero si avvicina per abbracciare l' eterna, ma lei si ritrae. "Ti prego, non toccarmi. Che… Che tu ci creda o no, mi è costata molta fatica parlarti. Ora ti invito ad uscire".
"Scusami, ero stato informato della tua condizione. Una mia leggerezza. Spero però che presto tornerai ad essere la Sersi a cui tutti vogliamo bene".
Dane esce, senza che la donna provi a replicare.

Virginia.

Corre a perdifiato, ma sa che non ha scampo. Dunque è giunta la fine anche per lui. Svolta un angolo e… si trova di fronte ai suoi esecutori.
"Non c'era bisogno di correre così tanto, Spettro" lo irride Torpedo.
"Dovresti sentirti onorato" ribatte Rom "Sei l' ultimo rimasto, con te termina anche la vostra stirpe di malvagità".
"Ti prego" piagnucola l' alieno mutaforma "Lasciami andare: che male posso fare?".
"Spiacente, ma la parola di uno Spettro Nero non ha alcuna valenza per me".
E così il raggio cremisi del Neutralizzatore perfora il buio della notte, colpendo l' alieno e facendolo precipitare nel Limbo.
"Dunque… è finita?" chiede Brandy Clark.
"Meglio esserne certi". Rom richiama il suo Analizzatore di Energia e con esso crea una sorta di mappa del mondo intero. Laddove ci fosse attività da parte di Spettri Neri, verrebbe subito rilevata. Ma nulla accade in tal senso. "Sì, ora possiamo dirlo: la terra è stata liberata dal flagello di quegli alieni mutaforma".
"Ed ora?" chiede Torpedo.
"Ora possiamo partire".

Palazzo dei Vendicatori.

"Carol, che abito meraviglioso" commenta Wasp.
"Una frase decisamente disinteressata se pensiamo che viene da colei che l'ha disegnato" ribatte Photon.
"Tiravo solo un po' d' acqua al mio mulino".
"Sei emozionata, Carol?" chiede Scarlet.
"Chi non lo sarebbe? Ma tu, Wanda, vedo che sei incinta. Non hai pensato di compiere il grande passo col tuo compagno?".
"A volte ne parliamo, però non ci siamo ancora decisi".
In quel momento qualcun altro entra nella stanza. "Sì, è davvero un bel vestito quello che indossi, Carol".
La donna si volta e si trova di fronte a Rogue. Una persona che nel bene e nel male (soprattutto nel male) ha significato molto per lei. Le altre eroine si guardano con curiosità, come a chiedersi:"Chi l'ha invitata?".
"Sapete, credo che questo sia un buon momento per uscire di qui" propone Wasp. Le altre la seguono a ruota. Fuori dalla porta trovano altri due ospiti inaspettati. "Tempesta, Nightcrawler: ci stupisce la vostra presenza qui. Ultimamente voi mutanti siete come spariti dal mondo…".
"Sì, questo nostro assenteismo è indegno di noi, liebchen" afferma Kurt Wagner.
"In compenso ci avete pensato voi ad occupare le luci della ribalta ultimamente" aggiunge Ororo Munroe.
"Ah, un cosmo dove i Vendicatori hanno più avventure degli X-Men" esclama Photon "Solo nelle utopie può accadere una cosa del genere".
Alla fine rimangono solo Carol e Rogue. Le due si osservano l' un l' altra per alcuni secondi, poi la prima dice:"Sai, non ti aspettavo qui".
"Ecco… c'è giunto un invito ed all' inizio eravamo incerti se venire o meno. Poi ho pensato che magari è una occasione buona per chiarire alcune cose tra di noi".
"Senti, mi aiuti ad allacciarmi il vestito?".
"Sì, certo".
Mentre Rogue è impegnata in questo compito, Carol parla:"Sì, hai ragione. Chiudiamo questa faida tra di noi, se mai c'è stata. Soprattutto ora che sono tornata ad essere quella che ero prima che tu… sì, insomma, prima che tu mi sottraessi i poteri. Addirittura ho ripreso il mio primo alias".
"Miss Marvel? Sei nuovamente Miss Marvel? Dolcezza, questa era l' ultima cosa che mi sarei aspettata da te. Com'è che… sei tornata quella di un tempo?".
"Una storia troppo lunga da spiegare adesso. Conta solo che…". Carol si volta ed afferra le mani inguantate di Rogue. "… tu eri una persona diversa quando mi attaccasti, questo lo so. L'ho sempre saputo, solo che ho faticato ad accettarlo. Perché dovevo accettare il fatto che la Carol Danvers che conoscevo non esisteva più. Ed è allora è stata una discesa dopo l' altra, fino a che sono giunta all' alcolismo. È stato il mio periodo più buio. Ed è stato in quel momento, sì in quel momento che mi sono detta ehi, non c'entra Rogue. Sei tu la vera responsabile. Sei tu che non ti sai accettare come persona. E sono cambiata: ho smesso di bere, non sono ricaduta negli stessi errori quando un' altra persona mi ha sottratto ancora i poteri. Perché sapevo di poter andare avanti anche senza di essi. Ma ora che li ho riottenuti, ora che sono ancora Miss Marvel… oh, l' universo tremerà" conclude con un sorriso.
"Devo prendere questo tuo sproloquio come un perdono?" sorride a sua volta la sudista.
"Certo, ti ho perdonata molto tempo fa. Secondo te siamo troppo melense se ci abbracciamo?".
"Non troppo. Attenta a non toccare una parte scoperta del mio corpo, però".
"Non è che hai messo gli occhi sul mio uomo, vero?".
"Oh, no davvero. A proposito, avete visto da qualche parte Gambit? Perché sembra scomparso nel nulla".

In un'altra stanza.

"Raccontami ancora una volta la storia" chiede in lacrime Songbird.
"No, ora basta" dice Rachel Summers "Devi smetterla di tormentarti".
"Non c'è proprio alcuna speranza?".
"Io… non te lo so dire. Sono stata prigioniera in quell' abisso temporale, ma da sola non ne sarei mai uscita".
"Allora torniamoci! In qualche modo riusciremo a trovare Abe".
"No, Songbird" frustra le sue aspettative Rintrah "Ci ho già provato ed è stato tutto inutile: quell' abisso è come sigillato".
"Senza contare che insieme al tuo ragazzo sono bloccate anche centinaia di navi aliene" aggiunge Rachel "Che si riverserebbero qui se ne avessero la possibilità".
Adora china il capo: ultimamente le cose tra lei ed Abe non andavano tanto bene, anzi, diciamo pure che il loro rapporto stava per giungere alla conclusione. Eppure perderlo così… "Io vi ringrazio e scusatemi se…".
"Non hai nulla di cui scusarti".
"Vi prego di lasciarmi sola. Dite agli altri che non parteciperò alla cerimonia, non sono in vena".
Non c'è bisogno di aggiungere altro.

Giardino.

"Oh, è arrivato il prete" fa notare Wonder Man "Lei è padre Gawaine, vero?".
"Sì, figliolo".
"Ehi, mi ricordo di lei" dice l' Uomo Sabbia "L'ho vista una volta sul ring, lei…".
"Simon, bloccalo!" lo esorta Occhio di Falco, ma ormai è troppo tardi.
"Oh, figliolo, ti ricordi ancora di quando mi facevo chiamare Kid? Sono molto restio a parlare di quel periodo della mia vita, però…".
"Talmente restio che al telefono lo avrà rivangato almeno venti volte" pensa Clint Barton.
Dopo una mezz'ora in cui Gawaine ha narrato con dovizia di particolari quel periodo della sua vita che non ama ricordare, aggiunge un' altra cosa:"Ho portato un ospite con me. Un uomo del mio quartiere".
"E chi… Devil?" esclama Simon Williams.
"Proprio io" conferma Matt Murdock "Il mio amico Kid ha ricevuto alcune minacce ed ho pensato bene di tenerlo d'occhio".
"Minacce per non celebrare questo matrimonio?".
"Minacce, più che altro. Sembravano i Selvaggi, ma non è il loro stile: loro odiano il verde".
"Verde" mormora l' Uomo Sabbia "Perché ultimamente vedo questo colore dappertutto?".
Ad un tratto Devil nota qualcuno sul tetto del Palazzo e vi sale sopra. "Elektra? Mi stupisce vederti qui".
"Ho un incarico" si limita a dire la ninja.
"E chi devi… prendere di mira?".
"Lo saprò quando lo vedo".
"E come hai fatto ad entrare qui?".
"Ho mille risorse, posso intrufolarmi dovunque".
"…".
"Il cancello era aperto".
"Ah, ecco".
"Ehilà, gente" dice in quel momento l' Uomo Ragno, atterrando anch'egli sul tetto seguito a ruota dal Ragno Nero e dalla Gatta Nera "Siete stati invitati anche voi? Quando si comincia a menarsi?".
"Perché, ci si deve menare?".
"Sapete qual è la cosa più bella di questa cerimonia?" dice intanto Occhio di Falco "Che tutto sommato c'è poca gente. Mi ricordo ancora il matrimonio tra Mr. Fantastic e la Donna Invisibile…".
"Falco, nostro impavido leader!".
"Uh? I Vendicatori dei Grandi Laghi? Ma chi vi ha invitato qui?".
"Ma come chi? Tu, nostro impavido leader" dice Mr. Immortal "Ti ringraziamo dell' onore che ci hai concesso".
"Grazie, Falco" dice con un poderoso abbraccio Big Bertha.
"Ungh, lo preferivo da te, Dinah. Ehi, mi spiegate chi è quel tizio peloso? Io non ho mai convocato un tamarro del genere".
"Forza, andiamo ad ubriacarci!" propone Flatman.
"Caschi male, amico" ribatte Doorman "Ci sono solo bevande analcoliche".
"Tradimento! Blasfemia!" grida Thundersword "Siffatto empio atto deve essere emendato e…".
"Ma come cazzo parla?" si interroga Clint Barton.
"Pochi intimi, eh?" lo irride Quicksilver.
"Ehi, non li ho invitati io. Questo è uno scherzo di qualcuno, sì, scommetto che sei stato tu, Cap!".

Clairton.

"Dunque questo è il nostro ultimo incontro, Torpedo" dice Rom "Io e Brandy torniamo su Galador".
"Sei stato magnifico, grazie per essere stato al nostro fianco" aggiunge la donna abbracciando il giovane eroe.
"E adesso cosa farò?" chiede Steve Sanderson "Sconfiggere gli Spettri Neri era il mio compito, adesso forse…".
"Io penso che tu abbia una visione un po' limitata delle cose" ribatte il Cavaliere Spaziale "Tuo padre ha fatto tante cose buone per molte persone con quel costume. Io credo che tu abbia ancora molto da dire. E sono sicuro che la storia di Torpedo non è giunta alla fine".
"Mio signore, siamo pronti a partire" annuncia in quel momento Pulsar.
"Allora addio, Torpedo. E buona fortuna".
Pochi minuti dopo l' astronave è già scomparsa alla vista. E Steve Sanderson medita: sì, perché fermarsi ora? Indossare questo costume gli dà una ebbrezza speciale, continuerà dunque ad essere Torpedo.

Palazzo dei Vendicatori.

"Dannazione" esclama Dane Whitman "Questo edificio è così grande che mi sono perso. Dov'è la stanza in cui mi devo cambiare? Proviamo con questa".
"Fermo là!" lo blocca Capitan America.
Ed in un attimo il Cavaliere Nero è assalito da USAgent, Nomad e American Dream.
"Dico, lì dentro c'è la tua futura sposa" lo rimprovera Jeff Mace "Sai che è proibito…".
"Sì, sì, lo so" lo interrompe Dane "Ora, se foste così gentili da allontanare le vostre terga dalla mia persona ve ne sarei grato".
"Che ha detto?" si interroga James Monroe.
"Credo di muovere il culo" precisa con la consueta finezza John Walker.
Intanto Lizzie Mace porta in disparte Cap. "Fratello, grazie per avermi invitato qui. Oh, è così emozionante essere al fianco di tanti eroi". E si allontana librata un metro da terra per la gioia.
"Oh, di nulla" dice Jeff "Ma davvero l' avevo invitata?".
"Ehi, testa alata" dice USAgent "Ma io non avevo litigato con voi?".
Intanto in giardino gli sguardi di tutti si volgono in cielo.
"Guardate là in alto!" esclama Mr. Immortal "È un uccello".
"No, un aereo" corregge Moonfang.
"No" inizia Big Bertha "È…".
"È la prova di quanto siate imbecilli" dice Clint Barton "Quella è la Valchiria in sella al suo destriero Aragorn".
Brunhilde atterra e scende da cavallo. "Dove sono i miei compagni di squadra?" chiede.
"Dentro a cambiarsi" le risponde Thunderstrike "La cerimonia inizia tra un' ora".
"Allora ho il tempo di presentarvi i miei amici".
"Amici?" esclama preoccupato Occhio di Falco.
"Sì, me l' hanno chiesto Dane e Carol di portare quanta più gente possibile".
"Ah sì?".
"Sì. Dunque…". Ed un portale si apre alle sue spalle "… Accogliete i miei compagni asgardiani".
"No, gli asgardiani no!" grida in quel momento un solitamente compassato Jarvis "L' ultima volta ci ho messo tre giorni a pulire!".
"Ehm, mi dispiace".
Dal portale escono Thor, Red Norvell, Beta Ray Bill, Fandral, Hogun, Volstagg, Magni, Modi, Trudh, Sif e Balder. "Gioiamo tutti per l' unione dei nostri alleati!" proclama il sovrano di Asgard "E che la birra scorra a fiumi".
"Qualcuno porti via Tony Stark!" si preoccupa Wasp.
"E ad unirci alla nostra festa ho portato con me anche un paio di olimpici!". Anche Ercole e Zeus compaiono, mentre Jarvis va a dare capocciate su una parete.
"Figlio mio" afferma Zeus "Non credevo che la società di questi mortali fosse così primitiva, retrograda e basata su principi infimi".
"Concordo" annuisce Ercole "Una bella bevuta?".
"Riempimi il boccale!".
"Guarda lì in basso come si divertono" fa notare la Gatta Nera "Uniamoci a loro".
"No, noi aspettiamo qui…" inizia Kaine "Cosa aspettiamo, Uomo Ragno?".
"Boh? Prima o poi qualcosa accadrà".
"Ah, finalmente ti ho trovato!" esclama in quel momento l' appena arrivato Torcia Umana "Vedrai se non riesco a prenderti".
Peter Parker inizia a volteggiare. "Ehi, ma che ti ho fatto?".
"Non fingere di non saperlo!".
"Johnny!" chiama preoccupata Sue Richards "Stai attento!".
"Oh, lascialo fare" la rassicura Mr. Fantastic "Dopotutto questi scontri li mantengono giovani".
"Di nuovo tu, Devil?". Stavolta ad atterrare sul tetto è Moon Knight "Anche tu qui per sventare l' attacco del Maggia?".
"Maggia?" si stupisce Matt Murdock "Il Maggia vuole uccidere Padre Gawaine?".
"No, i Vendicatori".
"Ehi, io sapevo che doveva farlo Pugnale d' Argento" arriva in quel momento Licantropus "Non provate a fregarmi il lavoro, sapete? Mi pagano e anche bene".
"Ehi, Russell, ma io e te non avevamo litigato?" si interroga Moon Knight.

All' interno del Palazzo.

"Whitman!" chiama Namor. Lui si volta. "Whitman, so che sei stato nella dimensione della Lama Nera. Hai visto Marrina? Come sta?".
"Marrina, la tua ex moglie? No, non l' ho vista, non c'era".
"Cosa significa?".
"Non è più presente in quella dimensione".
"Non è possibile!" esclama il principe dei sette mari afferrando il suo compagno per le spalle "Sono stato lì anch'io tempo fa ed era presente… l' ho uccisa io".
"Namor, lo so. Deve essere accaduto qualcosa, perché Marrina non si trova più nella dimensione della Lama Nera, diversamente Sir Percy l' avrebbe liberata".
"Marrina… ancora libera… viva" mormora Namor allontanandosi e senza aggiungere altro.

Giardino.

"Oops, sento qualcosa" dice Doorman.
"Dove?".
"All' altezza dello stomaco, sapete quando…". E poi una Porta si apre e ne escono Strange, Clea, Capitan Bretagna e Meggan.
"Oh, perdonami" si scusa Strange "Ho calcolato male la traiettoria".
"Di nulla, figurati. Oh no, non di nuovo". Un' altra Porta, stavolta tocca alla Guardia dell' Infinito. Warlock in testa come al solito, seguito da Gamora, Pip, Drax e Dragoluna.
"Ehi, e gli altri?" chiede Occhio di Falco.
"Il gruppo originale è sempre il migliore" commenta Warlock.
"Ah, se lo dice uno che ha rinunciato all' onnipotenza ci si può fidare. Doorman, hai finito…".
"Un altro!".
"Come non detto".
Stavolta escono Vibraxas e Huntara. "Rieccoci, vi eravamo mancati?" chiede N'Kano.
"Ehi, chi è la squinzia?" si interroga Thundersword.
"Belle parole ricercate" lo apostrofa Scarlet.
"La minaccia!" esclama in quel momento Adam Warlock.
"No, Adam" lo placa Pip "Stai confondendo i Multiversi, ecco, fatti un bicchierino. Roba analcolica, puah".
"Ancora!" grida Doorman.
"Inizi a rompere, sai?" dice Clint Barton.
Per l' ultima volta una Porta si apre e ne escono Arkon e Thundra. "Sono qui gli alieni?" chiede l' Imperion
"Quali alieni?" chiede a sua volta Wasp.
"Quelli che… ehi, ma davvero non lo sapete?".

"Forza, Dane, la cerimonia sta per iniziare" chiama Quicksilver.
"Sono pronto da una vita, Pietro".
"Davvero sei pronto? Guarda che ci sono passato anch'io".
"Ok, mi tremano le gambe dalla paura. Ma voglio arrivare fino in fondo".
"Meglio affrontare un supercriminale, vero?".
"Puoi scommetterci".
"Se non altro mi consola il fatto che ho un rivale in meno, a questo punto".
"Dane, forza" lo invita Crystal "Si comincia".
Il Cavaliere Nero prende posto accanto all' improvvisato altare, alquanto stupito di vedere tanta gente. "Uh, ma li avete invitati voi?".
"Dicono di essere capitati qui per caso".
Ma ogni approfondimento viene interrotto quando la Vedova Nera (che oltre a ballare conosce anche l' ABC del pianoforte) inizia a far risuonare la celebre musica della marcia nuziale. Subito compare Carol Danvers, mentre ooohhh di ammirazione vengono rivolti alla sua bellezza ed al suo vestito bianco come la purezza. Davanti a lei c'è la dama di compagnia, la piccola Luna, che sparge petali di rosa tutt'intorno.
Dane si rivolge al suo testimone:"Sean, perché tremi?".
"Credo di aver capito solo ora che mi hai perdonato" risponde l' ex Spettro di Sangue.
Poi l' uomo nota la testimone di Carol e rimane stupito:"Rogue, ma pensavo…".
"Lo so" ribatte lei "È proprio la giornata delle sorprese e dei perdoni".
Carol giunge di fianco a Dane e lo guarda negli occhi, mentre padre Gawaine prende posto e si appresta a cominciare la cerimonia. Poi i due eroi si voltano indietro, a notare la masnada di invitati, per poi guardarsi in faccia. "Ma li hai invitati tu?" ; "No, non sono stato io" ; "Allora chi è stato?".
"Vi chiedo perdono" li interrompe Kid Gawaine "Ma c'è un matrimonio da sancire".
Improvvisamente però un quinjet atterra a pochi metri di distanza. Appartiene ai Vendicatori, ad altri Vendicatori. Il portello rilascia Hank Pym, She-Hulk e Greer Nelson della branca ovest.
"Hank!" saluta Jan "Siamo, uh, felici che tu sei qui".
"Grazie per l' invito".
"Figurati, uh, di nulla". Poi la donna guarda Visione come a chiedere:"Ma chi li ha chiamati?".
"Miei cari convenuti…" inizia Gawaine.
"Hulk spacca!".
"La minaccia!" esclama Warlock.
"No, Adam, no, era solo uno scherzo" lo calma Gamora.
"Bruce Banner? Cosa ci fai qui?" chiede Visione.
"Beh, io ed il qui presente Doc Samson stavamo per recarci alla Volta" precisa lo scienziato "Per incontrare una vecchia conoscenza e sulla strada una vocina ci ha detto di venire qui. Vedo che ne valeva la pena".
"Scusate, potremmo cominciare?" si impazientisce Gawaine.
"Ehi, aspettate!". Sfrecciando sopra i presenti, Silver Surfer atterra nel giardino con la sua fedele tavola. "Credo di aver sentito la stessa vocina: mi sembrava familiare, ma non sono riuscito ad identificarla".
"Ma lei è nudo!" inorridisce il sacerdote "Non può stare qui".
"Beh, tecnicamente non sono nudo, ma rivestito di una patina argentea che mi conferisce un aspetto…". Gawaine fa una faccia dubbiosa. "Sono agnostico".
"Come crede. Ed ora iniziamo: miei cari convenuti…".
"Fermi tutti!" intima Clive Reston, pistola spianata "I tuoi inganni non ci ingannano, Fu Manchu".
"Salute" dice Mr. Immortal.
"No, Manchu".
"Ed io ripeto salute".
Il mio nome è Shang-Chi bla bla bla ed in questo momento vorrei essere a mille miglia di distanza.
"Ma questa è una gabbia di matti" accusa il sacerdote "Io me ne vado".
"Ehi, ehi, aspetti, non prenda decisioni affrettate" lo calma Dane "Le garantisco che non ci saranno ulteriori disturbi".
"Mi fiderò di lei. Miei cari convenuti…". Gawaine si blocca come se si aspettasse altre interruzioni "… Il matrimonio è una sacra istituzione e la sua celebrazione deve essere accolta con gioia. Per questo sarò breve". Dieci minuti dopo. "… contro la corruzione imperante non c'è niente di meglio che vedere due giovani che si vogliono bene…". Venti minuti dopo. "… La vita, quale dono meraviglioso che ci è stato dato…". Quaranta minuti dopo. "… bla bla bla fino ai giorni nostri. Ed ora cominciamo".
"Era ora" pensa Occhio di Falco "Stavo per lanciargli una freccia". "Ehi, Cap, svegliati!".
"Siamo oggi qui riuniti, in grande numero devo ammettere, per celebrare l' unione tra Dane Whitman e Carol Danvers. Se c'è qui qualcuno che ha qualche obiezione…".
"Oh no, di nuovo!" esclama in quel momento Doorman che assume una conformazione enorme "Ragazzi, questo è un passaggio dimensionale coi fiocchi".
"State tutti attenti, gente!" incita Wasp "Non promette nulla di buono".
Il portale rilascia un piccolo gruppo di persone con sgargianti costumi ignoti a tutti, tranne che ad un paio di persone. "Fermi!" ordina il Cavaliere Nero "Li conosco. Gli Ultra! Prime, Ghoul, Topazio, Prototype, Wreckage, Lament! Cosa ci fate qui?".
"Non sappiamo cosa sia successo" dice Prime "Ad un tratto ci siamo ritrovati tutti in un posto e si è aperto un portale di colore bianco davanti a noi. E aldilà vedevamo te: dunque lo abbiamo attraversato per capire cosa stava succedendo".
"Succede che mi sto sposando. Posso presentarvi Carol?".
"Incantevole".
"Ragazzo, non mi avevi promesso che non ci sarebbero state più interruzioni?" chiede Gawaine.
"Ehi, è colpa mia se lei si è fidato della mia asserzione?".
"Ho capito. Riprendete posto. Dunque continuiamo… Se c'è qui qualcuno che ha qualche obiezione riguardo a questa unione, che parli ora o taccia per sempre".
"Io ho da obiettare!".
"Ma perché bisogna sempre fare questa stupida domanda?" si dispera il sacerdote.
Ad avanzare è una donna dalle fattezze umanoidi, che trascina due carrozzelle con pargoli piangenti. "Dane, questi sono i tuoi figli! Perché mi hai abbandonato? Crudele!".
Tutti i presenti rivolgono le loro attenzioni al Cavaliere Nero. "Ehi, ehi, un attimo, io quella donna non l'ho mai conosciuta".
"Dicono tutti così" ribatte lei "Non puoi sposarti, per questo ho chiamato tutti quelli che… Oops, mi sa che questo non lo dovevo dire".
"Sì, è questa la minaccia" afferma Warlock "E stavolta non sbaglio".
"Il telefono verde".
"L' agente Green".
"L' annuncio sul giornale in verde".
"Il messaggio infuocato in verde".
"Solo un essere ne è il responsabile!" proclama Thor.
"L' UOMO IMPOSSIBILE!" gridano tutti all' unisono.
"E invece no".

POP!

"Sono la vostra affezionata Donna Impossibile!". Le carrozzelle sono scomparse ed hanno lasciato il posto alla progenie di Poppup.
"Affezionata a chi?" chiede Natasha Romanov.
"Ragazzi" propone Wasp "Visto che quelli di Poppup sono indistruttibili che ne dite se diamo alla nostra cara Donna un po' di sano divertimento".
"Ehi, perché fate tutti quei sorrisi maligni?".
SOCK, PUM, BAMP, SBARATAM! Scena di violenza gratuita e inutile.
"Ah, adoro divertirmi in questo modo" afferma la Donna Impossibile.

Poco dopo.

"Dane Whitman, vuoi tu prendere in sposa la qui presente Carol Danvers per amarla ed onorarla in salute ed in malattia, in ricchezza ed in povertà, nella buona e nella cattiva sorte finchè morte non vi separi?".
"Sì, lo voglio" risponde lui con voce quasi tremante.
"E tu, Carol Danvers, vuoi prendere come sposo il qui presente Dane Whitman per amarlo ed onorarlo in salute ed in malattia, in ricchezza ed in povertà, nella buona e nella cattiva sorte finchè morte non vi separi?".
"Sì, lo voglio" risponde la donna con voce decisa.
"Allora, per il potere conferitomi, vi proclamo marito e moglie. Può baciare la sposa".
Tutti i presenti applaudono a scena aperta.
"Sniff" piagnucola la Cosa "Mi commuovo sempre a queste cerimonie".
I due novelli sposi salgono su una macchina mentre chili di riso vengono gettati loro contro. Carol lancia il bouquet, che viene raccolto da Pip.
"Col cazzo" afferma lui.
L' auto parte, mentre qualcuno versa una lacrima. E poi è tutto finito.
"Ehi, ma una cosa me la dovete spiegare" dice Kaine "Chi erano quei due? Io proprio non li conosco".
"Rachel" chiama qualcuno.
Lei si volta, un sorriso raggiante sul suo volto. "Ororo, Kurt, Rogue!" esclama abbracciandoli tutti "Sono tornata".
"E noi siamo felici di questo" dice Tempesta "Come credo saranno felici un paio di altre persone di nostra conoscenza. Ti va di incontrarle?".
"Certo".
"Allora all' Istituto Xavier!".

In breve il giardino si svuota e tutti gli eroi tornano alle loro caotiche vite, mentre la Donna Impossibile fa tornare gli Ultra al loro universo di origine. Ehi, non ha mai visitato questo mondo: magari si divertirà molto anche qui.
Jarvis inizia a ripulire, ma Tony Stark lo blocca. "Tu vai a casa, ci pensiamo noi Vendicatori a dare una sistemata. Te lo sei meritato".
Alla fine rimangono solo in tre. Strange, Namor e Bruce Banner. "Così ci ritroviamo sempre qui, vero?" esclama Sub-Mariner.
"Già, noi che per la prima volta decidemmo di metterci insieme… e di litigare allo stesso tempo" puntualizza lo scienziato.
"Mi dispiace solo non aver visto Kyle e Patsy qui oggi. Immagino avessero altri impegni" dice Strange.
"Che dici, Stephen? Questo matrimonio sancisce anche la fine di questo non-gruppo?".
"Bruce, amico mio. Ormai dovresti sapere che ad ogni fine corrisponde sempre un nuovo inizio. E sarà così anche per i Difensori".

Chiesa di Santa Maria Vergine.

"Per il potere conferitomi" dice un prete "Dichiaro voi, Kyle Richmond ed Yvette Freeman, marito e moglie".
La cerimonia è strettamente privata, partecipano solo alcuni congiunti della donna. Kyle ha voluto così, ha voluto tenere strettamente separate le sue identità. Che dovranno inevitabilmente collidere tra un po'.
I due sposi partono per il loro viaggio di nozze nei Caraibi e lì l' uomo prende la sua sposa per le mani. "Yvette, devo dirti una cosa importante".

Fashion Model Festival.

"Ed ora, signore e signori, un bell' applauso per colei che ha disegnato tutti questi meravigliosi abiti che avete appena potuto ammirare. Ecco a voi Patricia Walker!".
Una piccola ovazione accoglie la donna, impreparata di fronte a tutto questo, tanto che quasi si ritrae. Ma due modelle la prendono per mano e la guidano sul palco, dove riceve la sua dose di applausi. Un' emozione mai provata prima coglie Patsy: finalmente i demoni che l' avevano ultimamente assalita sono alle spalle. La sua nuova vita è iniziata.
Nel backstage incontra Millie Collins. "Tesoro, è stato un grande successo!" proclama.
"Confesso di essere un po' impreparata" dice Patsy "Cosa accadrà ora?".
"Mia cara, solo il tempo lo dirà".

Ehi, ma non dimentichiamo qualcuno?

"Fidatemi di me, i fumi mistici mi hanno indicato la via. Va al diavolo, Frank!" sbotta Hannibal King.
"Tecnicamente ci sono già stato. E cosa ne sapevo che quel composto era difettoso? Fammi provare: ah, come scotta. Dovremo aspettare la notte".
"Questa è l' ultima volta che noi Nightstalkers ci riuniamo, mi procurate solo guai. E poi…".
E sul volto di Blade, dopo tante traversie capitategli, compare finalmente l' ombra di un sorriso.

Ehi, ma non dimentichiamo qualcuno? Seconda parte.

"Se scopro chi ha sabotato il motore del mio mezzo" afferma Silver Sable "Lo stronco. Dico, chi è stato l' idiota che ci ha messo della gelatina verde?".
"Non lo so, capo" ribatte Battlestar, che sta a fatica ripulendo il mezzo "So comunque che non mi dispiacerebbe un po' di aiuto".
"Zitto e lavora, sottoposto".

Toscana. Un paio di giorni dopo.

"Davvero una ottima idea scegliere questo posto come luogo in cui fare il viaggio di nozze, Carol" dice Dane Whitman.
"Te l' avevo detto che non te ne saresti pentito".
In quel momento il suo cellulare squilla e lei risponde. È il suo agente, entusiasta. "Carol! Andata e Ritorno per l' Inferno è primo nella classifica dei libri più venduti del New York Times. Ce l' hai fatta, hai dimostrato quanto vali!".
"Senza offesa, ma l' avevo dimostrato già molto tempo fa". Carol chiude la comunicazione e torna a rivolgersi a Dane. "Voglio un bambino, mi sento pronta. E tu?".
"Anch' io sono pronto. Da tempo. Sai, Carol, stavo pensando anche ai Difensori: praticamente non ci siamo più riuniti da quando abbiamo affrontato Xemnu. Chissà, forse senza accorgercene ci siamo lasciati questa vicenda alle spalle".
La donna abbraccia il suo amato. "Non pensiamo a questo ora. Non ci sono supergruppi o supercriminali da affrontare". Si librano in volo, incuranti degli sguardi di eventuali passanti che comunque non ci sono. "Ci siamo solo noi: ed è questo che conta".
E nel bacio che si scambiano c'è più che amore: c'è unione. C'è la promessa di un nuovo domani, che li vedrà senza ombra di dubbio protagonisti.

FINE